ATLETICA

Succo solo seconda nella finale dei 100 ostacoli degli Europei under 18 di Rieti

La 17enne ostacolista azzurra non conferma il ruolo di grande favorita. Per la squadra italiana un netto regresso di podi rispetto alla precedente edizione

di Ferdinando Savarese
19 Lug 2026 - 20:32
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 © Fidal/Fidal

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Alessia Succo ha chiuso in seconda posizione con il tempo di 13"14 la finale dei 100 metri ostacoli nei Campionati Europei under 18 di Rieti, sovvertendo purtroppo le previsioni della vigilia che la vedevano nettamente favorita in virtù soprattutto del suo record europeo di categoria, realizzato con 12"86 il 31 maggio scorso a Bressanone, ma anche della facilità con cui aveva passato i due turni precedenti, sfiorando addirittura con 12"91 in batteria il suo limite, e poi correndo in 13"06 senza forzare la semifinale con netto vento contro.

La gara è stata invece nettamente vinta dalla tedesca Delisha Benelisa Domingos in 13"00, con la 17enne atleta piemontese che è partita malissimo toccando vari ostacoli, riuscendo poi a recuperare nel finale, favorita per il secondo posto anche dalla caduta della slovacca Nina Hejcíková che era ampiamente davanti a lei sino a due terzi della prova.

Succo potrà in ogni caso rifarsi a inizio di agosto quando, come la sua compagna di nazionale Doualla, sarà protagonista nei prossimi campionati mondiali juniores di Eugene, pur gareggiando con atlete più grandi di lei almeno di un anno in quanto di una categoria giovanile superiore, e su ostacoli da 0.84 rispetto a quelli da 0.76 delle under 18, ma in ogni caso con un ottimo accredito stagionale di 13"14 che per il momento rappresenta il sesto tempo al mondo tra le under 20.

LE DICHIARAZIONI DI SUCCO

"Sinceramente non so spiegare fino in fondo cosa sia successo. Forse c'era un po' di ansia dopo tutti questi turni, magari anche il caldo non mi ha permesso di esprimere quello che davvero so fare. Sono un po' delusa perché arrivavo qui con il miglior tempo europeo e pensavo di poter vincere. Durante la gara, a un certo punto, ho persino pensato di non riuscire nemmeno a salire sul podio, perché ero messa piuttosto male. Però ho dato tutto quello che avevo e, anche se purtroppo è andata così, mi porto comunque a casa un secondo posto. Sono già proiettata ai prossimi appuntamenti, a partire dai mondiali under 20. Andrò senza particolari obiettivi di risultato, ma con tanta voglia di divertirmi e di fare bene. Lì incontrerò atlete fortissime, campionesse provenienti da tutto il mondo. Spero di divertirmi, di correre un buon tempo e di rifarmi dopo questa gara."

© Fidal/Fidal

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Il bilancio globale di questa quinta edizione dei Campionati Europei under 18 di Rieti si chiude per la squadra azzurra, dopo 4 giornate di gare, con un medagliere composto da 8 podi complessivi, due ori con Kelly Doualla nei 100 donne e Rebecca D'Alessandro nei 5.000 di marcia femminile, quattro argenti con Alessandra Bighi nell'alto donne, Antony Del Pioluogo nel peso maschile, Davide Sorressa nei 5.000 di marcia maschile e Alessia Succo nei 100 ostacoli, due bronzi con Caterina Carissimi nei 5.000 di marcia femminili e nella staffetta svedese sui 1000 metri, dove nella frazione dei 200 è stata schierata Doualla mentre nelle altre Giorgia Castiglione nei 100, Elisa Calzolari nei 300 e Micol Candidi nei 400.

Un dato che segna un'oggettiva netta inversione di tendenza rispetto all'edizione del 2024 a Banska Bystrika in Slovacchia, quando le medaglie complessive furono 15 con sette ori, tre argenti e cinque bronzi, ma rappresenta anche il peggior risultato nella pur breve storia di questi campionati, in quanto a Gerusalemme 2022 le medaglie furono 11 con tre ori, cinque argenti e tre bronzi, a Gyor nel 2018 i podi furono 9 con quattro ori, quattro argenti e un bronzo, mentre nella prima edizione di Tbilisi nel 2016 sempre 9 podi con tre ori, tre argenti e tre bronzi.

Certamente un piccolo campanello d'allarme, in momento particolarmente brillante dell'atletica italiana a livello assoluto, perché le generazioni future sono fondamentali per costruire progetti e risultati che si concretizzano poi nel giro di 5/6 anni almeno, per cui un simile risultato realizzato oltretutto davanti al palcoscenico di casa, dove generalmente si riesce sempre a dare qualcosa in più, e con il maggior numero di atleti mai presente di 75, dovrà essere oggetto di valutazioni tecniche approfondite.