Tennis, Sharapova si difende: "Non ho ricevuto 5 avvisi, medicina presa secondo il mio medico"

La russa ai fan su Facebook: "Le comunicazioni erano difficili da interpretare, la ITF capirà tutto dalle mie cartelle cliniche"

Maria Sharapova, foto Ansa

Maria Sharapova si difende attaccando. Con un lungo post su Facebook, la tennista russa ha voluto parlare ai fan "confusi dalle notizie uscite sui media" dopo la positività all'antidoping negli ultimi Australian Open. "Il documento che mi informava dell'inserimento del Meldonium nelle sostanze proibite era complicato, con scritte piccole. E non ho ricevuto 5 avvisi. Ho preso quel farmaco secondo consiglio medico".

In una lunga e accorata lettera rivolta ai suoi tifosi, la Sharapova spiega la sua versione dei fatti e promette battaglia. "Ci sono troppe informazioni distorte su quel che mi e' accaduto: a tutti i miei fans voglio dire che sono molto determinata a combattere in risposta a questo. E' stato scritto che ero stata avvisata cinque volte del fatto che quella sostanza era entrata nell'elenco proibito: non e' vero, non e' mai accaduto".

La russa passa così al contrattacco: "Sono orgogliosa di come ho giocato. Sono stata onesta e vado a testa alta. Non ho nascosto la verita' sui test e spero di giocare ancora. Aspetto di mostrare alla Itf la mia cartella clinica. Ma voglio soprattutto che i miei fans conoscano tutta la verità. Non cerco scuse per il fatto di non aver saputo del divieto (di uso del Meldonium, ndr) contenuto nella mail del 22 dicembre scorso. Ma le altre comunicazioni sono state sepolte in newsletter, siti web o dispense. Il 18 dicembre scorso ho ricevuto una email con oggetto 'Player news'. Conteneva una newsletter su un sito web con tonnellate di informazioni di viaggio, tornei, classifiche, statistiche, comunicazioni di bacheca elettronica, auguri di buon compleanno e si', anche informazioni sull'antidoping. Se un atleta voleva informazioni specifiche su un farmaco doveva cercare attraverso dozzine di link, trovare la 'Player zone', inserire nomi e codici di accesso e trovare uno schermo con tre dozzine di diversi collegamenti fino ad arrivare a quello sull'antidoping, che copre molteplici questioni. Poi doveva cercare il link corretto e arrivare fino alla seconda pagina dove si trova un nome diverso per il farmaco che stavo prendendo io. In altre parole - scrive l'atleta russa - al fine di essere consapevoli di questo 'warning', era necessario aprire una e-mail con un oggetto che non ha nulla a che fare con l'anti-doping. Un procedimento che per la maggior parte delle persone sarebbe troppo difficile. Il documento aveva migliaia di parole, tante tecniche, scritte piccolissime. Dovevo studiarlo, se lo aveste visto mi capireste".

La Sharapova replica poi a chi l'accusava di aver preso il Meldonium per dieci anni, quando invece sarebbe prescritto per un periodo di 4-6 settimane. "Questa affermazione e' stata scritta da molti giornalisti, che pero' non hanno riferito tutto. Come sostengono anche i produttori del farmaco, il trattamento puo' essere ripetuto due o tre volte l'anno. Solo i medici possono seguire e valutare le condizioni di salute del paziente e se il paziente deve usare il farmaco per un periodo piu' lungo. Questo e' esattamente quel che ho fatto. Non ho preso la medicina ogni giorno. Ho seguito solo le prescrizioni fatte dal medico, nelle dosi minime. Sono stata onesta e vado a testa alta".

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