Australian Open, secondo turno: Djokovic batte Tsonga, Zverev avanti a fatica

Nole liquida in tre set il francese, Sascha vede le streghe contro Chardy ma passa al quinto. Thiem, testa di serie n. 7, k.o. per ritiro

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Novak Djokovic avanza al terzo turno degli Australian Open battendo Jo-Wilfried Tsonga per 6-3, 7-5, 6-4. Non un match facile, ma condotto con autorità dal numero 1 del mondo, mai in difficoltà. Soffre Alexander Zverev, che batte al quinto set Jeremy Chardy: 7-6 (7-5), 6-4, 5-7, 6-7 (6-8), 6-1 il risultato. Se ne va un altro top ten del tabellone: Dominic Thiem è costretto al ritiro contro la wild-card Alexei Popyrin.

È un salto indietro nei ricordi. Spaesante, talvolta. Non per Novak Djokovic, o almeno non per questo Nole. Il serbo batte Jo-Wilfried Tsonga in una riedizione della finale dell'Australian Open 2008 che gli valse il primo Slam in carriera. Undici anni dopo, Djokovic è tornato cannibale e lancia un segnale agli avversari con un perentorio 6-3, 7-5, 6-4 rifilato al francese.

Che Djokovic non abbia voglia di regalare niente lo si capisce già dopo il primo set, chiuso in poco più di mezz'ora e indirizzato dal break sul 2-1. Tsonga, crollatoal 177° posto nel ranking Atp dopo i tanti infortuni, è in gara con una wild-card ma non ha dimenticato come si gioca, e si dimostra ancora capace di stare a ottimi livelli. Il francese nel secondo set comincia a ingranare con il servizio, va avanti sul 3-2 e 40-15, sfiorando il break ai danni di Nole che tuttavia tiene la battuta. Ma Djokovic è in condizione fisica invidiabile e conclude la pratica dopo poco più di due ore. Al terzo turno affronterà il Next Gen canadese Denis Shapovalov, in una sfida che si preannuncia tutta da vedere.

Se si dovesse dare un titolo al match tra Alexander Zverev e Jeremy Chardy, forse sarebbe “Terapia d'urto”. Il tedesco, mai oltre il terzo turno a Melbourne e in generale mai protagonista negli Slam, conduce tranquillamente due set a zero. A dispetto del risultato, non è la serata ideale per Sascha, sensibile a stimoli esterni e talvolta innervosito con il pubblico. Lo si capisce nel game decisivo del terzo set: tre errori gratuiti in turno di battuta, Chardy ringrazia e accorcia le distanze vincendo il parziale 7-5. Forse un'improvvisa paura di vincere. Fatto sta che il tedesco alterna grandi giocate a errori incomprensibili e soffre di numerosi passaggi a vuoto. Il quarto set si gioca sul filo dell'equilibrio fino al 6-5 per Chardy, quando Zverev tira fuori uno smash e manda in rete un rovescio, quasi regalando il parziale al francese. Poi annulla tre set-point e si guadagna il tie-break. Ma gli occhi di Zverev tradiscono nervosismo: non sorprende che Chardy pareggi il conto dei set. Il numero 4 del mondo vede in faccia i suoi fantasmi e li affronta. Complice il comprensibile calo fisico di Chardy, porta a casa il quinto parziale per 6-1 e conclude la maratona in 3 ore e 45 minuti. In quel maledetto terzo turno, adesso, lo aspetta l'australiano Alex Bolt, che ha eliminato Gilles Simon per 3-2 (2-6, 6-4, 4-6, 7-6, 6-4).

Negli altri match del secondo turno sono due le sorprese: la principale è il k.o. di Dominic Thiem, testa di serie numero 7, contro la wild-card di casa Alexei Popyrin. L'austriaco patisce anzitutto mentalmente: non gioca tranquillo, e nel primo set distrugge una racchetta sul 6-5 guadagnandosi i fischi del pubblico, già tutto dalla parte di Popyrin. Sotto di due set e di un break, nella terza frazione si arrende al dolore dovuto alle scorie della maratona contro Benoit Paire. È il terzo top ten a lasciare Melbourne, dopo Isner e Anderson. Stupisce anche la netta sconfitta di Hyeon Chung (semifinalista nel 2018) per mano di Pierre-Hugues Herbert: finisce 6-2, 1-6, 6-2, 6-4 per il francese, che nel terzo turno se la vedrà con Milos Raonic. Il canadese batte 3-1 nella partita dei tie-break Stan Wawrinka, vincitore a Melbourne nel 2014. Vincono straight-sets i Next Gen Shapovalov, Medvedev e Coric, rispettivamente contro Daniel, Harrison e Fucsovics. Soffre molto di più Nishikori che vede le streghe contro Karlovic (59 ace), ma passa al super tie-break dopo essere stato sotto 7-6 con due servizi da giocare per il croato: finisce 6-3, 7-6 (8-6), 5-7, 5-7, 7-6 (10-7). Il giapponese è costretto al quinto set per il secondo match consecutivo e conclude la partita inginocchiato dalla fatica.

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