TENNIS

“Potrebbe ricapitare”, “Ieri non stavo benissimo”: le parole di Sinner alimentano il mistero sul malore

Dopo la vittoria al secondo turno di Wimbledon, il numero uno è tornato sul problema accusato a Parigi un mese fa: “Il caldo? Abbiamo tempo per pensarci”

02 Lug 2026 - 11:48
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"Abbiamo capito il problema e potrebbe ricapitare". La conferenza stampa di Jannik Sinner dopo la vittoria in tre set di battaglia contro il portoghese Borges mette in allarme tutti i tifosi del numero uno Atp perché dalle sue parole è evidente che un problema c'è, è stato individuato, ma non è di semplice risoluzione: "Ci vorrà del tempo per risolverlo”, ha ammesso infatti Jannik, che come è normale che sia non è sceso nei dettagli degli esiti delle visite approfondite sostenute al San Raffaele dopo il malore accusato un mese fa al Roland Garros.

Su quanto accaduto contro Cerundolo si è interrogato nelle ultime settimane tutto il mondo del tennis, ne hanno parlato sia coach che medici esperti, ma nonostante a domanda diretta Sinner dica che il problema è stato individuato, le sue parole non lasciano tranquilli: “Potrebbe risuccedere, perché alla fine non è che trovi la soluzione, ma stiamo facendo tutte le cose al meglio e speriamo che non si ripeta. Poi se dovesse venir di nuovo fuori, vorrà dire che forse questa non è la strada giustissima, ma poi vediamo”, ha dichiarato l’azzurro lasciando intendere che il problema non sia riconducibile a una causa isolata e facilmente etichettabile.

La possibilità che l’episodio si ripresenti è quindi tutt’altro che remota, il suo staff cerca le contromisure possibili ma senza avere certezze e questo conferma la delicatezza della situazione e non fa altro che alimentare il mistero. Quale può essere la causa individuata dal team di Sinner? Tra le ipotesi più discusse dagli osservatori ci sono un affaticamento fisico legato al carico di partite ravvicinate e una componente di tensione nervosa dovuta alla pressione di un torneo Slam vissuto da protagonista assoluto, La Gazzetta dello Sport ipotizza che potrebbe essere la temperatura corporea, considerando l’uso del ghiaccio anche a temperature non elevate, ma le parole di Jannik sembrano suggerire che la spiegazione non sia riconducibile a un singolo fattore scatenante.

Finora i primi turni di Wimbledon si sono giocati a temperature accettabili (24°C la prima partita, 26°C la seconda), ma la possibilità che nei prossimi il caldo si faccia sentire di più e tocchi anche i 31°C non sembra preoccupare il numero uno: “Abbiamo tempo per pensarci. Come avete detto, sarà la prossima settimana, durante la seconda settimana del torneo. C’è ancora molto tempo prima di arrivare a quel punto, vedremo cosa succederà”.

“Ieri mi sono svegliato e non sentivo benissimo il mio corpo”, ha detto poi Sinner facendo scattare un altro piccolo allarme, ma per fortuna subito rientrato perché l’azzurro faceva riferimento alla scivolata con le gambe a compasso durante il terzo set nell’esordio a Wimbledon contro Kecmanovic e ha subito aggiunto: “Nel secondo turno ho giocato meglio dell’esordio e oggi in campo mi sono sentito bene, quindi posso essere tranquillo”. Una dichiarazione che, unita al suo sorriso, restituisce fiducia in vista dei prossimi impegni a Wimbledon.