Jannik Sinner e Carlo Alcaraz, il numero uno e il numero due del tennis mondiale (anche se lo spagnolo è appena stato superato da Zverev nella classifica Atp), sono alle prese con i rispettivi problemi in vista degli US Open che inizieranno il prossimo 23 agosto. E la gestione degli infortuni richiede particolare pazienza e lucidità, specialmente di fronte alla prospettiva di affrontare un torneo da sette partite al meglio dei cinque set su una superficie dura, in condizioni ambientali di caldo e umidità estreme come quelle di New York. Ecco perché dalla Spagna arrivano segnali sempre più pessimisti circa la presenza in America di Carlitos, il cui polso destro, infortunato lo scorso 14 aprile, non offre ancora le garanzie necessarie per affrontare uno Slam.
Alcaraz verso la rinuncia
In Spagna sembrano sicuri: il polso infortunato a Barcellona durante il match contro Otto Virtanen non dà ancora le sicurezze necessarie per competere ai massimi livelli e dopo aver saltato Madrid, Roma, il Roland Garros e Wimbledon, Alcaraz rinuncerà anche al torneo in programma a Flushing Meadows.
Negli ultimi giorni lo spagnolo ha ripreso ad allenarsi a Murcia con buona intensità, mostrando sorrisi e colpi veloci che scongiurano l'ipotesi di un intervento chirurgico. Tuttavia, come sottolineato anche da esperti e coach come Emilio Sánchez, la distanza tra un allenamento controllato al 50% e il ritmo logorante di uno Slam è enorme. Tramontata l'ipotesi di una wild card a Winston-Salem, la scelta più ragionevole sembra quella di non affrettare i tempi per evitare ricadute che comprometterebbero la carriera. L'obiettivo concreto per il rientro di Carlitos potrebbe essere la Laver Cup a Londra (25-27 settembre), contesto ideale e senza l'ossessione del risultato per testare il polso in gara.
Il guru anti-infortuni: "Meglio se non gioca US Open"
"Gli US Open aumentano quasi tutti i rischi per la salute: a New York fa caldo e l'umidità è estrema, si gioca sulla superficie più dura del circuito, i match sono al meglio dei 5 set e possono durare 4 o 5 ore". Così Stephen Smith, fondatore e Ceo di Kitman Labs, la società leader mondiale nel campo della scienza dello sport e dell'intelligence delle prestazioni: "Per un giocatore che è rimasto inattivo per un periodo di tempo significativo - ha detto a Tennis365 - ci si aspetta che disputi più set del solito, visto il talento che possiede. Servirebbe una programmazione più graduale e un approccio più prudente. Considerata la pazienza che ha dimostrato di avere - conclude Smith - mi sorprenderebbe vederlo agli US Open".
Sinner pronto alla partenza
Scenario differente invece per Jannik Sinner. Fermo dalla vittoria in finale a Wimbledon per curare un'infiammazione al ginocchio destro, l'altoatesino ha completato la terapia con le onde d'urto presso il JMedical di Torino per risolvere definitivamente il fastidio e dopo qualche giorno di riposo a Montecarlo, utile anche per festeggiare il suo 25° compleanno insieme alla famiglia il 16 agosto, è pronto a volare negli Stati Uniti a inizio settimana. Come già accaduto in Australia e prima di Londra, Jannik si presenterà allo Slam senza tornei di preparazione ufficiali alle spalle. A New York avrà a disposizione una dozzina di giorni di allenamento prima dell'inizio del tabellone principale (previsto per il 30 agosto) per ritrovare sensazioni e ritmo, pronto a rincorrere nuovamente il titolo nell'appuntamento in cui ha raggiunto la finale nelle ultime due edizioni.