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Maratoneti, non turisti: camminare sì o no? Ecco cosa non fare il giorno prima della gara

I consigli di Kipchoge e Pizzolato: basta un solo pomeriggio a rovinare mesi di preparazione

Maratoneti, non turisti: camminare sì o no? Ecco cosa non fare il giorno prima della gara

Camminare tanto o starsene a lungo in piedi il giorno prima della gara sono attività stancanti, anche per un maratoneta ben allenato, eppure andare in giro per negozi, mercati, musei, chiese e monumenti è ciò che spesso facciamo alla vigilia di una maratona. Purtroppo è proprio quello che non dovremmo fare.

Prima di una competizione è infatti consigliabile non stare a lungo in piedi e passare ore a camminare. Questo suggerimento può apparire banale, ma così non è per quei corridori amatori che sono in trasferta per correre una maratona, una mezza o altra distanza.

È oramai consuetudine che il podista amatore trasformi la partecipazione a un evento in un’occasione per una breve vacanza in cui coinvolge la famiglia. Tali circostanze inducono a non essere molto attenti, sia per negligenza ma soprattutto perché si è indotti dagli accompagnatori, nella gestione delle attività pre-gara che possono condizionare il rendimento nella competizione.

L'ESPERIENZA DI ORLANDO PIZZOLATO

"All'indomani di una mancata prestazione di un atleta che ho allenato per una specifica competizione, vado a sondare quali siano le cause che non gli hanno consentito di esprimere al massimo il suo potenziale - spiega Orlando Pizzolato, due volte vincitore della maratona di New York, oggi noto allenatore - e accerto così che molto spesso gli elementi tecnici e fisiologici erano favorevoli, se non ottimali. Le sensazioni che il podista avvertiva fino a poche ore dalla partenza erano favorevoli, tali da indurre sia lui, sia me, all'ottimismo. L'esito della prova è stato però negativo. Alimentazione, integrazione, sonno e altri aspetti del pre-gara erano stati rispettati. La sensazione di mal di gambe apparsa precocemente, che l'atleta mi riferisce di aver avvertito appena dopo qualche chilometro, mi porta a pensare che la causa possa essere attribuita all'alterazione della postura".

"Il podista mi confessa che il giorno prima ha camminato per 11 km, percorsi tra ritiro pettorale, ricerca del ristorante per il pranzo, giretto ai mercatini e rientro in hotel - prosegue Pizzolato - Un altro amatore mi ha riportato che a fine giornata ha visto che il contapassi gli ha rilevato di averne fatti 13 mila! E qui mi fermo, perché dispongo di altri curiosi aneddoti di varie attività pre-gara, che sarebbero esilaranti da raccontare, ma sembra di non aver a che fare con podisti che il giorno dopo hanno in programma di percorrere 42.195 metri!"

I CONSIGLI DI KIPCHOGE

In queste circostanze poco importa se si è scelto il percorso di maratona più veloce al mondo per puntare a fare il proprio primato, e se ci si è allenati con massimo impegno e dedizione, se non si è stati attenti nella gestione ottimale del proprio potenziale fino al momento in cui parte la gara.  Certo, non si può passare la vigilia della gara distesi a letto e annoiarsi a guardare la televisione. Anche questo atteggiamento non è corretto.

Copiare il più forte corridore al mondo in maratona potrebbe essere d'ispirazione. Mezz'ora di corsa in scioltezza al mattino prima di colazione, poi quindici minuti di ginnastica e una rilassante passeggiata nel pomeriggio, è tutto quello che bisognerebbe fare secondo Eliud Kipchoge, l'attuale primatista mondiale della specialità (2:01'39").

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Running
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Maratona

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