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Il Cavallino ha presentato la nuova veste della Ferrari 499P con cui difenderà i titoli Costruttori e Piloti conquistati nel 2025 nel FIA World Endurance Championship. Perché confermarsi, nell’endurance moderna, è sempre più difficile che vincere. Gli allori iridati FIA campeggiano sugli archi dei passaruota anteriori, sotto lo Scudetto, e – nel caso della vettura numero 51 – anche sulle pinne sopra le portiere, a celebrare il titolo Piloti 2025. Un segno grafico che è insieme orgoglio e responsabilità. La livrea 2026, firmata dal Centro Stile Ferrari, mantiene il legame con la storica Ferrari 312 P, ultimo prototipo di Maranello protagonista assoluto prima del lungo stop nella classifica generale dell’endurance. Il Rosso Scuderia diventa lucido – come sulla SF-26 di Formula 1 – mentre il Giallo Modena sottolinea i volumi, soprattutto attorno al cockpit. Sul piano tecnico non ci sono rivoluzioni. La 499P mantiene il powertrain ibrido: V6 biturbo centrale-posteriore abbinato a un sistema ERS sull’asse anteriore. Un’architettura che richiama la famiglia dei sei cilindri stradali di Maranello, a testimonianza del trasferimento tecnologico tra pista e produzione. Il 2026 porta però una nuova omologazione e una diversa finestra aerodinamica dopo le misurazioni in una galleria del vento. Questo ha imposto una ricalibrazione del pacchetto, con interventi mirati – soprattutto sul fondo – per rientrare nei target di carico e resistenza previsti dal regolamento

25 Feb 2026 - 17:35
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Motogp

Marquez ne mette 8 in fila

Le immagini della festa per l'ottavo titolo iridato del pilota spagnolo

06 Ott 2019 - 14:41
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Altri sport

Boxe, sorpresa clamorosa: il semisconosciuto Ruiz ha demolito Joshua

Incredibile, forse una delle più grandi sorprese della storia del pugilato: Anthony Joshua, campione mondiale di tre sigle dei massimi (Wba, Ibf e Wbo), è stato sconfitto per ko tecnico da Anthony Ruiz jr, semisconosciuto californiano di origine messicana e per giunta visibilmente sovrappeso su cui nessuno avrebbe scommesso un dollaro. Il campione inglese, alla prima apparizione americana della carriera, ha subito addirittura quattro atterramenti e alla fine si è arreso all'avversario, che lo ha letteralmente umiliato sul ring del Madison Square Garden davanti a 20mila persone.

02 Giu 2019 - 15:29