MOTOGP

MotoGP, Dorna risponde all'addio di Suzuki: "Nessuna decisione unilaterale"

Gli organizzatori del Mondiale non ci stanno: "Il contratto non lo consente"

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Sulla questione dell'addio di Suzuki al Motomondiale alla fine del 2022 interviene a gamba tesa la Dorna. La società che organizza la competizione ha infatti rilasciato un comunicato piuttosto eloquente riguardante la notizia circolata nel paddock nella serata di lunedì: "Dorna Sports ha contattato ufficialmente la casa giapponese per ricordare che le condizioni del loro contratto per correre in MotoGP non consentono loro di prendere questa decisione unilateralmente - si legge nella nota -. Se sarà trovato un accordo tra le parti sarà la Dorna a decidere nel 2023 quale sarà il numero di case e piloti ideale iscritti al campionato".

© Getty Images

Dorna ha poi comunque sottolineato che "diverse case costruttrici e realtà indipendenti hanno dimostrato l’intenzione di entrare a far parte del campionato, dato che questo sport continua a essere un esempio globale di competizione serrata, innovazione e divertimento, raggiungendo centinaia di milioni di fan in tutto il mondo".

L'indiscrezione di una Suzuki pronta a lasciare la MotoGP era arrivata come un fulmine a ciel sereno, anche perché appena un anno fa la casa di Hamamatsu aveva confermato il suo impegno in pista con un contratto fino al 2026. È chiaro dunque che, se la decisione dovesse essere confermata, sarà necessario trovare un accordo con Dorna per potersi svincolare, anche perché gli organizzatori avrebbero poi la necessità di trovare altre due moto per mantenere invariato il numero di piloti in griglia.

 

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