MOTOMONDIALE

MotoGP, Andorra accoglie Quartararo e gli spagnoli per la prima uscita in pista

Ventidue piloti in rappresentanza delle varie categorie si allenano sul tracciato sui Pirenei

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Mentre qualche pilota italiano è riuscito a scendere in pista in occasione della riapertura di Misano (tra cui Bastianini, Pasini, Bulega e Pirro, ma non Valentino Rossi), i colleghi spagnoli e non solo hanno sfruttato il tracciato di Andorra per togliersi la ruggine di dosso,. Da Fabio Quartararo ad Alex Rins passando per Maverick Vinales, Joan Mir e Tito Rabat, tutti sono stati accolti dal Circuito del Principato Pas de la Casa dopo che il governo del Principato di Andorra ha ufficializzato il passaggio alla Fase 2, che segue i due mesi di restrizioni imposte per fronteggiare la pandemia del coronavirus. 

Vedi anche MotoGP, Ezpeleta detta le regole: "Se ci sarà un positivo non ci fermeremo" Motogp MotoGP, Ezpeleta detta le regole: "Se ci sarà un positivo non ci fermeremo" La riapertura sta permettendo a tutti i piloti professionisti residenti sui Pirenei di allenarsi di nuovo in pista. È stata determinante la collaborazione tra il Governo di Andorra, i ministeri dello Sport, dell'Economia e della Salute, senza dimenticare il contributo della squadra Reale Avintia Racing e all'Automovil Club de Andorra, che,, insieme alla Federazione Motociclistica di Andorra e al Credit Andorrà, hanno creduto fin dall'inizio in questo progetto.

L'ottima gestione della crisi sanitaria da parte del governo andorrano ha fatto sì che i 22 piloti (tra cui nove della MotoGP oltre ad altri di Moto2, Moto3, MotoE e Superbike, che vivono ad Andorra possano girare e allenarsi. Non con le loro moto da gara, certo, ma meglio che niente.

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Il tutto si basa sulla predisposizione e sul rispetto di un protocollo anticontagio certificato dal biologo informatico Joel Lopez. Le sessioni di allenamento vedono impegnati due gruppi in diverse fasce orarie per evitare la presenza contemporanea di più di 10 piloti. "Il circuito e tutti i suoi membri sono orgogliosi di questo passo avanti - dice Ruben Xaus, direttore sportivo del team Reale Avintia Racing, esprimendo tutta la sua soddisfazione per questa opportunità - che senza dubbio sarà molto utile per i piloti che risiedono nel Principato per prepararsi in vista del via di un mondiale atipico come quello che ci attende".