Martinator è tornato, Bezzecchi stringe i denti. Bagnaia, l'ennesima incompiuta
Tra i piloti più brillanti del quinto appuntamento iridato c'è il giapponese Ogura
di Stefano Gatti© Getty Images
JORGE MARTIN: VOTO 10
Le Mans è un po' il suo secondo giardino di casa, non per niente l'uno-due vincente Sprint Race-GP sul circuito Bugatti gli era già riuscito nel 2024 e allora lo aveva lanciato verso il titolo della premier class. La storia è destinata a ripetersi? Lui è deciso a crederci. Come dargli torto al capolinea di un weekend senza sbavature, impreziosito dallo scatto felino al semaforo di partenza della gara breve?
MARCO BEZZECCHI: VOTO 7
Limita i danni sforzandosi di farsela andare bene ma si capisce che il fine settimana francese gli è andato di traverso. Lascia Le Mans con un solo punto di vantaggio sul compagno di squadra. A suo merito la lucidità con la quale ha affrontato tre giorni così così e la maturità con la quale ha accettato l'esito della pista, soprattutto nella delicata fase del... pasaggio di consegne con Jorge a tre giri dalla meta.
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FRANCESCO BAGNAIA: VOTO 6
Il terzo posto Sprint e la pole position conquistata con un time attack degno dei suoi tempi migliori portano in campo positivo la sua pagella. Peccato per la scivolata poco oltre metà GP, quando era secondo e - considerata la rimonta di Martin e la mezza crisi di Bezzecchi - avrebbe potuto confermare il secondo gradino del podio.
PEDRO ACOSTA: VOTO 6,5
Due piazzamenti nella top five sono tutt'altro che da disprezzare e gli permettono di ridurre ad un solo punto il ritardo da Di Giannantonio nella classifica generale. Apparsa vicina nei primi due GP dell'anno, la prima vittoria nella premier class è poi tornata ad allontanarsi.
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AI OGURA: VOTO 7
Austin a parte, il giapponese colleziona punti pesanti da inizio stagione e a Le Mans riporta il Sole Levante sul podio della premier class da tempo immemorabile. Da rimarcare in particolare la bella performance domenicale, mettendosi alle spalle clienti ostici come Quartararo, Di Giannantonio e Acosta.
JOHANN ZARCO: VOTO 5
Scattato bene nella giornata di venerdì, il weekend casalingo del pilota di Nizza è andato scemando per intensità e performance fin dalla giornata di sabato. Sperava nella pioggia che l'anno scorso lo aveva lanciato verso la vittoria, ma davanti al suo pubblico era lecito aspettarsi qualcosa di più da lui anche in condizioni ideali... per tutti gli altri. Non può piovere... sempre!
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FABIO QUARTARARO: VOTO 6
In modo inversamente proporzionale al suo connazionale Zarco, sull'asfalto di casa il Diablo cresce con il passare dei turni di prove. Spreme tutto quello che c'è da spremere da una Yamaha in lenta crescita. Un quinto e un sesto posto tra il sabato e la domenica sono la prova del suo instancabile impegno per una causa ormai... persa, nel senso che il suo futuro è altrove.
FABIO DI GIANNANTONIO: VOTO 6,5
Ko al sabato, Diggia si riscatta con una prova tutta sostanza alla domenica, che lo porta fino ai piedi del podio. Perde qualche punto nel duello serrato con Acosta per il terzo posto della classifica generale ma resta davanti allo spagnolo per una sola lunghezza: proprio come accade - appena più su - per l'altro derby Italia-Spagna tra Bezzecchi e Martin.
ALEX MARQUEZ: VOTO 4,5
Nel weekend che costa caro alle ambizioni iridate del suo fratello maggiore, mini-Marquez va a fondo con un deludente ottavo posto nella Sprint Race e la scivolata al primo giro del Gran Premio, oltretutto ad un solo paio di settimane dal "risveglio" di Jerez. Tutto da rifare!