manovre giallorosse

Roma, 4 cessioni in 4 giorni per rispettare gli accordi con la Uefa. Poi si potrà comprare

La strategia giallorossa si sviluppa su quattro binari paralleli tra Uefa, rinnovi e il sogno Greenwood

26 Giu 2026 - 09:56
SeguiLogo SportMediasetsuSeguici su
videovideo

La corsa contro il tempo è ufficialmente iniziata. Con la cruciale scadenza del 30 giugno a sole 96 ore di distanza, la Roma ha messo la quarta per superare gli ostacoli del settlement agreement e pianificare il futuro. Il nuovo direttore sportivo, Tony D’Amico, è volato a Milano per muoversi contemporaneamente su più tavoli: l'obiettivo è sistemare il bilancio entro il weekend, blindare i senatori e gettare le basi per i grandi colpi in entrata da regalare a Gian Piero Gasperini.

La strategia giallorossa si sviluppa su quattro binari paralleli:
1. La diplomazia di Friedkin con la Uefa - Il presidente Dan Friedkin si è mosso in prima persona ai vertici della diplomazia calcistica europea. Il club deve contenere entro i 60 milioni di euro il disavanzo del triennio sotto osservazione, dopo aver già pagato una sanzione da 6 milioni per l'esercizio 2024-25. L'obiettivo della proprietà texana è trovare un’intesa istituzionale con la Uefa per valorizzare le spese "virtuose" – come gli investimenti nel vivaio, nel calcio femminile e nelle infrastrutture – scorporandole dal calcolo del fair play finanziario. Accettando eventualmente una multa più alta, la Roma spera di ridurre il peso delle plusvalenze necessarie ed evitare il sacrificio dei suoi big.

2. Il mercato in uscita - Se la diplomazia non dovesse bastare, D'Amico ha già pronte le contromisure finanziarie, divise tra cessioni "secondarie" e sacrifici illustri. Dalle cessioni dei giovani la Roma conta di incassare circa 30 milioni di euro: Alessandro Romano, valutato 6 milioni, è conteso da Bologna, Palermo e Cagliari, Anass Salah-Eddine è vicino al ritorno in Olanda e Jan Ziolkowski: è finito nel mirino del Nottingham Forest.

Tra i big invece il nome caldissimo è quello di Matías Soulé. L'argentino è corteggiato in Europa (Borussia Dortmund, Stoccarda, Bayer Leverkusen), ma la pista più concreta porta in Arabia Saudita: l'Al-Ahli ha offerto al giocatore un ingaggio monstre da 10 milioni a stagione e tratta con la Roma sulla base di 30 milioni di euro più bonus (garantendo una plusvalenza di 12 milioni).

Qualora Soulé non bastasse, il secondo sacrificato potrebbe essere Manu Koné. Valutato 40 milioni (plusvalenza netta di 25), il francese ha rifiutato l'Atletico Madrid e aspetta la Premier League, con l'Arsenal in pole position. Nessun margine di manovra, invece, per Evan Ndicka e Mile Svilar: Gasperini ha posto il veto assoluto sulla loro cessione.

3. Blindare lo spogliatoio - Mentre si studia come vendere, a Trigoria si pensa anche a blindare l'ossatura della squadra. Nelle prossime ore sono attesi gli annunci ufficiali dei rinnovi di Paulo Dybala, pronto a legarsi ai colori giallorossi con un nuovo contratto biennale (scadenza 2028) con opzione per il 2029, e di Zeki Celik, che firmerà un prolungamento a lungo termine (quadriennale o fino al 2030). Subito dopo il 30 giugno si passerà poi alla limatura dei dettagli per il capitano Lorenzo Pellegrini, considerato centrale nel nuovo progetto tecnico di Gasp.

4. L'assalto a Mason Greenwood - Tutti i discorsi legati alle plusvalenze servono anche a liberare lo spazio di manovra per l'obiettivo numero uno della Roma: Mason Greenwood. L'attaccante inglese è la priorità assoluta di D'Amico, che vuole sfruttare i problemi finanziari del Marsiglia prima del 30 giugno. I francesi chiedono 55 milioni di euro, ma la Roma punta a ottenere uno sconto last-minute sfruttando la fretta dell'OM. Si tratta di una corsa contro il tempo: dal 1° luglio, infatti, sul contratto di Greenwood si attiverà una clausola rescissoria da 60 milioni. Le prossime 96 ore decideranno che volto avrà la nuova Roma.