IL RETROSCENA

De Ketelaere, gli agenti: "Da due anni nel radar del Milan. Poi la rottura col Bruges..."

Yama Sharifi e Tom De Mul hanno rivelato i dettagli della trattativa che ha portato il belga in rossonero. Dopo l'incontro in Belgio c'è stato un periodo di silenzio, poi la stretta decisiva a Lugano

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Certi matrimoni sono incisi dal destino. E' proprio il caso di Charles De Ketelaere e del Milan: "I primi contatti tra il Milan e Charles risalgono a un paio di anni fa", rivela Tom De Mul - agente di CDK - in un'intervista per Het Laatste Nieuws. Al suo fianco il suo collega Yama Sharifi, anch'egli fondamentale per mandare in porto l'operazione. Con il Diavolo, De Ketelaere ha firmato un contratto fino al 2027. Eppure gli step che hanno portato alla fumata bianca tra Milan e Bruges non sempre sono stati così scontati.

Vedi anche De Ketelaere scalpita: subito gol in partitella, possibile esordio contro il Vicenza Milan De Ketelaere scalpita: subito gol in partitella, possibile esordio contro il Vicenza Tutto è partito due anni fa, con l'interessamento degli uomini mercato rossoneri: "Erano sicuri che fosse già un bel giocatore, ma a quel tempo gli serviva qualcuno già pronto. Maldini e Massara, però, ci chiedevano qualsiasi cosa su di lui. ‘Di che persona parliamo? Che tipo di ragazzo è?’, cose così", confessa De Mul. Sul talentino belga però, erano piombati anche altri grandi club europei: "West Ham, Arsenal, Newcastle, anche il Barcellona. I blaugrana l'hanno seguito a lungo, ma non eravamo sicuri che fosse la scelta giusta per lui. Almeno in quel momento".

Ad innescare il rush finale per il giocatore, è stata l'offerta competitiva del Leeds: "Il Leeds è stato molto concreto e anche a Charles piaceva parecchio. Inoltre, Jesse Marsch è un bravo allenatore. Tuttavia, il ragazzo voleva confrontarsi e sentire anche altri club". Da lì, l'intensificarsi dei contatti col Milan fino al punto di rottura: "Così abbiamo chiamato il Milan: ‘Se lo volete, allora dovete spingere ora’. Maldini era ancora alle prese con il suo rinnovo, ma poi lo ha chiamato. Charles ha parlato anche con Pioli, così si è convinto del tutto. Il problema? Il Leeds aveva offerto 40 milioni, mentre i rossoneri avevano una sorta di... paletto. Il Bruges non l’avrebbe mai ceduto a venti milioni, quindi toccava a me e a Sharifi alzare l’offerta del Milan. Tuttavia, dopo quell’incontro in Belgio, le due squadre non volevano più parlarsi", racconta De Mul.

Sharifi subentra per raccontare il punto di svolta della trattativa, ovvero l'incontro a Lugano: "Il meeting di Lugano è stato cruciale. È come se due superpotenze del pallone non riuscissero più a comunicare. È stata una battaglia. Il mondo esterno non capisce quanto sia difficile, così io e Tom abbiamo delineato una strategia. Dovevamo fare il possibile per portare a termine l’affare". Tutto questo mentre il giocatore affrontava la preparazione estiva col Bruges: "L'avevo istruito bene - riprende De Mul -, dopo qualche giorno gli ho detto, ‘vuoi andare a Milano? Allora aspettati sei settimane difficili'. Scegliere il Leeds sarebbe stata la scelta più semplice tra l'altro: era più vantaggiosa per il Bruges, per Charles e anche per noi, ma il giocatore ha sempre voluto il Milan".

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