Con Malagò presidente, Allegri è in pole per l'Italia: al Milan stanno già pensando al sostituto
Max è considerato il nome giusto per rilanciare una Nazionale allo sbando dopo la terza eliminazione mondiale
Giovanni Malagò ha i numeri per essere il nuovo presidente della Figc. Bisognerà attendere le votazioni ma l'ex guida del Coni è il nome più probabile. La prima scelta che dovrà fare è quella del ct dell'Italia dopo la terza eliminazione mondiale. Ormai è finito il tempo del chiacchiericcio e delle proposte da bar: c'è da fare in fretta per non iniziare a scavare dopo aver toccato il fondo. Nessuna scelta tecnica federale, a parte l'interim di Silvio Baldini. Si va al sodo e il sodo è un allenatore di esperienza e di chiara impronta italiana (o meglio italianista), visto che per molti gli insuccessi azzurri sono arrivati perché abbiamo rinunciato alla nostra identità storica, qualunque essa sia visto che parlare di catenaccio per l'Italia campione del 1982 è un assurdo di cui può essere convinto giusto chi le cose le affermi per sentito dire.
Tornando ai giorni nostri non è un mistero che Malagò abbia deciso di puntare su Max Allegri, un nome che, sulla carta, ha una sua logica inconfutabile. Nelle selezioni nazionali non c'è bisogno di dare un'impronta strategica così marcata come nelle squadre di club e si sa che l'attuale allenatore del Milan non è certo un grande fan di principi di gioco offensivi collaudati. E' però un grande gestore delle risorse umane e un perfetto organizzatore di piani gara pensati sull'avversario di turno. Oltre che avere un fiuto particolare sulle cose da cambiare a partita in corso.
L'uomo giusto al posto giusto? Ni. Nel senso che, quando si hanno queste caratteristiche tattiche, si ottengono grandi risultati con giocatori di alto livello internazionale. Altrimenti si vivacchia. E non si può certo dire che la rosa attuale della Nazionale abbondi di fuoriclasse. Se però l'obiettivo è quello di uscire pian piano dall'Apocalisse e non di ritornare a breve competitivi ad alto livello, quello di Max è il nome giusto.
Al Milan non possono aspettare la decisione del loro allenatore. Ancora non ci si sbilancia, visto che la trattativa Allegri-Figc è poco più di una suggestione. Qualche nome però è il caso di metterlo in preventivo. Già, ma chi? Nessun dubbio che Italiano sia un vecchio pallino di Furlani. Così come si tiene d'occhio la vicenda Gasperini-Roma nel caso si arrivi a una rottura definitiva. Poi c'è l'ipotesi di un'autentica bomba: il ritorno sull'altra sponda di Milano di Simone Inzaghi. L'esilio arabo non può durare troppo a lungo per un allenatore ancora giovane e che, comunque, ha all'attivo, in nerazzurro, uno scudetto e due finali di Champions. E quanto sia complicato andare così tanto avanti in Europa per le squadre italiane lo dimostra la storia del nostro calcio di club degli ultimi anni. Tutte suggestioni, al momento. Ma presto, se le cose dovessero andare in un certo modo, dovranno diventare concrete ipotesi di lavoro.