manovre bianconere

Juventus-Vlahovic, il "tormentone" non è finito: Carnevali prova il miracolo

Con l'arrivo di Carnevali, la Juventus tenta l'ultimo assalto per rinnovare Vlahovic. Spalletti spinge per la permanenza

15 Giu 2026 - 07:19
SeguiLogo SportMediasetsuSeguici su
videovideo

No, il tormentone non è ancora finito. E non sono esaurite neppure le possibilità di vedere ancora Dusan Vlahovic con la maglia della Juventus. L'ultimo contatto ufficiale tra le parti risale al 3 giugno, quando il mancato accordo sul rinnovo aveva sancito l'addio del serbo, in scadenza di contratto a fine mese.

Perché si riapre il discorso rinnovo?

 Ma in questi dodici giorni dalle parti di Torino è successa una cosa non di poco conto: il ribaltone Comolli-Carnevali. Un avvicendamento di ruoli che non cambia le possibilità economiche della Juve ma potrebbe dare nuovo impulso a quella che sarebbe una clamorosa permanenza. Di questo, e ovviamente di tanto altro, hanno parlato l'ex ad del Sassuolo e Luciano Spalletti a Forte dei Marmi e questo, e tanto altro, è sul tavolo di Carnevali che oggi ufficialmente prende possesso del suo ufficio alla Continassa.

La nuova offerta Juve

 L'allenatore toscano tifa per la conferma di Dusan, anche più dell'acquisto di Sorloth e di un ritorno di Kolo Muani, e se il classe 2000, visto anche che nessuna big al momento ha suonato al campanello del papà-agente Milos, limerà un po' le richieste allora forse anche i bianconeri potrebbero fare uno scatto all'insù arrivando a quota 8 milioni di ingaggio comprensivi di bonus. Ci sarebbe poi da affrontare la durata dell'accordo visto che il serbo aveva aperto a un biennale ma vorrebbe dire che la prossima estate saremmo quasi da capo visto che dodici mesi dopo Vlahovic sarebbe libero di andarsene a parametro zero.

Carnevali fisserà un appuntamento con Vlahovic per un ultimo, questa volta per davvero, tentativo: dentro o fuori, altro ribaltone o definitivo addio.

I giornali sportivi: lunedì 15 giugno 2026

1 di 27
© Rassegna Stampa
© Rassegna Stampa
© Rassegna Stampa

© Rassegna Stampa

© Rassegna Stampa