Juventus, mercato anche per la lista Uefa: obiettivi Scalvini e Kayode
L'Atalanta chiede tra i 40 e i 45 milioni. Per fare cassa i bianconeri puntano sulle cessioni di Muharemovic e Gatti
Chi sono gli indiziati?
La matematica deve ancora arrivare, ma la Juventus è già al lavoro per allestire una rosa adeguata per affrontare la prossima Champions League, sia dal punto di vista tecnico sia da quello burocratico. Nella lista dei 25 giocatori da consegnare all'Uefa, almeno otto devono essere di formazione locale. Nello specifico quattro cresciuti nel club di appartenenza (almeno tre stagioni di Juve tra i 15 e i 21 anni) e quattro prodotti dal vivaio di un'altra squadra professionistica italiana. Se, come quest'anno, non ci fossero giocatori che rispettano questi paletti, la lista si accorcerà. Per la Champions 2024-25, i bianconeri hanno infatti messo a referto 23 atleti, visto che tra i "prodotti homemade" figuravano solo Miretti e Pinsoglio. Visti poi i probabili addii di alcuni che rientravano nella specifica "Federation trained" (Perin, Di Gregorio, Locatelli e Cambiaso), la Juve sta iniziando a orientare il proprio mercato verso profili italiani che soddisfino i requisti Uefa.
Il reparto su cui si sta concentrando la dirigenza bianconera è quello difensivo. Secondo quanto riporta Tuttosport, sono stati avviati sondaggi informali con l'Atalanta per il trasferimento di Giorgio Scalvini, che ha chiuso in anticipo la propria stagione a causa di un infortunio alla caviglia. Spalletti l'ha allenato da ct dell'Italia, apprezzandone la duttilità - può giocare sia in una difesa a 3 sia a 4 - e le qualità in fase di impostazione.
Da Bergamo ci sarebbe la disponibilità a trattare solo a fronte di un'offerta vicina ai 40-45 milioni. Più economico, ma comunque al momento fuori dalla portata del portafoglio bianconero, il laterale del Brentofrd Michael Kayode: la formazione inglese lo valuta intorno ai 30 milioni. In caso di ritorno alla Juventus (cresciuto nel settore giovanile dal 2014 al 2018), si contenderebbe il posto con Pierre Kalulu.