Verstappen-Lambiase: un legame simbiotico destinato a sciogliersi... oppure no!
L'accordo a medio termine tra McLaren e l'ingegnere di origini italiane schiude nuovi orizzonti al quattro volte iridato
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Fino ad un anno e mezzo fa la "conditio sine qua non" affinché a salire sul gradino più alto del podio fosse qualcuno "altro" da Max Verstappen erano gare all'insegna dell'imprevisto, fuori dallo schema abituale. Oggi invece (anzi già dall'anno scorso) sono proprio legate a condizioni particolari le chances dell'olandese di portare alla vittoria la Red Bull. E se nel 2025 SuperMax e il suo attuale team sono inaspettatamente riusciti a tenere aperta la corsa al titolo fino agli ultimi giri del GP finale di Abu Dhabi, la stagione in corso (in realtà messa in pausa dal conflitto USA-Iran) non sembra offrire prospettivi simili, di fatto accorciando il tempo che ancora rimane all'ex binomio ammazzatutti formato da Verstappen e dalla un tempo imbattibile ma oggi decadente Red Bull. Da questo punto di vista, l'uscita a medio termine (2028 o già 2027?) di Gianpiero Lambiase, il segreto di tante vittorie dell'olandese fin dalla sua promozione alla Red Bull nel 2016, ha l'aspetto di un "vulnus" definitivo. Anticipate esattamente quattro mesi fa da sportmediaset.it (proprio all'indomani dell'epilogo del Mondiale 2025 a Yas Marina), le indiscrezioni sulla partenza di Lambiase hanno ora preso sostanza e non sono prive di prospettive significative sulle mosse future di Verstappen.
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Si sono sprecate, nel passato più o meno recente, le dichiarazioni "d'amore" professionale tra il quattro volte iridato e il quarantenne ingegnere londinese di origini italiane. Fin da tempi non sospetti Max si è spinto a dichiarare di essere pronto a lasciare la Formula Uno se privato di una "spalla" tanto valida sul ponte di comando RB. Da parte sua, più recentemente Lambiase ha affermato di vedere nel "suo" pilota una sorta di fratello minore. Comunque sia, un legame simbiotico destinato a spezzarsi o magari... a trasferirsi altrove. Sì perché alle dichiarazioni fanno da contraltare i fatti. Il tempo di Verstappen alla Red Bull (anche da un punto di vista di "ciclo") è temporalmente limitato: non c'è più Newey, Helmut Marko è uscito di scena, Lambiase è appunto destinato altrove (McLaren appunto e con un probabile incarico da Team Principal), la power unit Ford non rivaleggia per il momento con la diretta concorrenza e - per metterci il carico - pure il match interno con Isack Hadjar è insospettabilmente più equilibrato di quello che ci si sarebbe potuti aspettare, visti i precedenti di Max e la "masticazione" rapida dei suoi malcapitati compagni d'avventura.
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Non crediamo neanche per un momento ai propositi di Verstappen di abbandonare in tempi brevi la Formula Uno per le ruote coperte. Il fuoco agonistico che lo anima non si è certo spento: attende solo di tornare a bruciare a fiamma alta: i sette titoli di Schumacher e di Hamilton sono sicuramente alla sua portata. Gli servono sole rinnovate motivazioni, quelle che solo portando altrove il suo talento (Mercedes? Ferrari? McLaren...) può ormai trovare. In fondo, è quello che tutti gli stiamo chiedendo da anni, già dopo il secondo o al massimo il terzo titolo conquistato con i "Tori". Che possa essere proprio Lambiase il "ponte" tra il presente di Max e il suo futuro nel mondo dei Gran Premi?