FORMULA 1

Spettacolo al GP d'Austria: nel finale thrilling Leclerc sul podio alle spalle del vincitore Bottas

La Mercedes vince con Bottas davanti a Leclerc ed a Norris. Hamilton penalizzato e giù dal podio. Red Bull ko

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Il Mondiale di Formula Uno inizia con ... un finale di Gran Premio d'Austria emozionante. Valtteri Bottas vince dalla pole ma alle sue spalle succede di tutto. Un contatto con Albon a undici giri dal traguardo costa a Hamilton il podio. Il campione del mondo in carica chiude appena giù dal podio. Secondo è Charles Leclerc, che negli ultimi giri supera in sequenza Lando Norris (terzo al traguardo) e Sergio Perez (poi sesto, penalizzato), chiudendo il GP in seconda posizione. Decimo Vettel. KO entrambe le Red Bull

Dalla delusione delle qualifiche alla gioia di un podio nel quale la Ferrari credeva ma che la superiorità della Mecedes e la concorrenza di Red Bull ma anche McLaren e Racing Point avevano inqualche modo messo a rischio. Merito dello strepitoso finale di Charles Leclerc che, negli ultimi giri appunto di un GP spezzato da ben tre safety car (la seconda e la terza praticamente attaccate), si è prodotto in uno straordinario forcing che lo ha portato a superare prima Lando Norris (giro 64 di 71) e poi Sergio Perez (giro 66), issandosi poi sul podio subito alle spalle dell'impeccabile Bottas "grazie" alla penalizzazione di cinque secondi sul suo tempo finale inflitta ad Hamilton per un contatto in curva quattro (subito dopo l'ultima ripartenza) con la Red Bull di Alexander Albon, Conseguenza (indiretta ma pur sempre conseguenza) della sanzione (un'altra!) che la direzione di gara ha inflitto a Lewis sulla griglia: tre posizioni di penalità per aver tenuto giù il piede sul gas nelle qualifiche di ieri, nel momento dell'escursione sulla ghiaia del suo compagno di squadra. Scattato quinto, Hamilton quindi invece di fare gara di testa ha dovuto farsi largo tra gli avversari, prima di poter prendere la scia del finlandese, riuscendo però a metterlo reamente nel mirino (in zona DRS per intenderci) solo nella fase centrale del GP, prima che il muretto box delle Frecce Nere consigliasse cautela ai suoi piloti per salvaguardare l'affidabilità delle W11.

Risultato: una battaglia più ravvicinata del previsto, anche a causa dei ricompattamenti provocati dal triplice intervento della safety car:al 26esimo giro per l'uscita di pista della Haas di Magnussen, al 51esimo per spostare la Williams di Russell ammutolita a bordo pista, al 54esimo per la clamorosa perdita della ruota anteriore destra da parte dell'Alfa Romeo di Kimi Raikkonen proprio al "restart" dalla neutralizzazione precedente. La Casa italiana muove comunque subito la propria classifica grazie al nono posto di Antonio Giovinazzi.

Di ben altro portata l'exploit di Lando Norris: il giovanissimo pilota della McLaren-Renault (nonostante il sorpasso subito a sette giri dal traguardo da Leclerc) conquista il terzo gradino del podio e vince la sfida interna con Carlos Sainz Jr. che si piazzaquinto alle spalle di Hamilton e davanti a Sergio Perez, quest'ultimo in realtà "caricato" di cinque secondi di penalità, esattamente come il campione della Mercedes, ma nel suo caso per eccesso di velocità ai box).

Chiudono la top ten dalla settima alla decima posizione appunto Pierre Gasly (Alpha Tauri-Hoda), Esteban Ocon (Renault), il già citato Giovinazzi e Sebastian Vettel con la Ferrari. La gara del quattro volte iridato (già tutta in salita causa partenza dalla sesta fila) è stata ulteriormente complicata da un contatto al tornantino in salita con la McLaren di Sainz (vale a dire il pilota che ne prenderà il posto nel 2021 al volante della Rossa), a sua volta impegnato in un duello ravvcinato con l'altro ferrarista Leclerc. Ieri, oggi e domani del Cavallino, insomma, in uno spazio ristretto: troppo ristretto, in questo caso ...! Per finire, lo strano GP d'Austria della Red Bull: sulla pista di casa del suo team, Max Verstappen coltivava legittime(anche se molto ambiziose) intenzioni di andare a caccia del tris dopo i successi  Spielberg del 2018 e del 2019. La RB 16 lo ha tradito per noie elettriche dopo soli quattordici giri, mentre l'olandese occupava la terza piazza. Posizione che la Red Bull si è più avanti trovata a gestire di nuovo con il sempre più positivo Alexander Albon. Fino al contatto con Hamilton che ha impedito al pilota di origini thailandesi e passaporto britannico di provare ad agguantare la seconda piazza. Contatto che ha condannato Albon alla 13esima piazza finale di un GP che alla fine sorride più del previsto alla Ferrari (grazie alla performance di Leclerc) ma soprattutto a Valtteri Bottas. Il finlandese si prende una vittoria meritata (e la prima leadership della classifica generale), fondandola sulla pole position del sabato e poi edificandola con una condotta di gara come detto impeccabile: in testa alla classifica praticamente dal via fino alla bandiera a scacchi, 

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