GP ARABIA SAUDITA

GP Arabia Saudita:  vince Hamilton, Verstappen penalizzato ma 2° nella "battaglia" di Jeddah, 3° Bottas

Al termine di un gran premio infuocato, Il sette volte iridato e il pilota olandese a pari punti nella classifica iridata.

di
  • A
  • A
  • A

Lewis Hamilton trionfa a Jeddah in un GP dell'Arabia Saudita che Max Verstappen, penalizzato di cinque secondi per taglio di una chicane mentre era in lotta con Lewis (e di altri dieci per aver rallentato improvvisamente davanti al rivale), riesce comunque a chiudere in seconda posizione.  Valtteri Bottas "brucia" Esteban Ocon sul traguardo per il terzo gradino del podio. Un Gran Premio ad altissima tensione, con tre partenze e diversi incidenti ma soprattutto un duello senza esclusione di colpi tra Max e Lewis che affronteranno la "resa dei conti " di Abu Dhabi a pari punti.

Nel Gran Premio più pazzo dell'anno, caratterizzato da una lunga serie di errori di valutazione da parte della Direzione di Gara, Lewis Hamilton e Max Verstappen danno vita ad una sfida oltre ogni limite, messa in scena lungo uno dei tracciati - ora è certo - più pericolosi del Mondiale: per certi versi un GP della... Rabbia Saudita!

Il risultato è una classifica generale che - salvo ulteriori colpi di scena post-gara - risulta ora completamente azzerata. Si riparte, appunto, da zero... o quasi. Allo showdown finale di Abu Dhabi di domenica 12 dicembre (gara ventidue di ventidue) Hamilton e Verstappen si presenteranno con la stessa dote di punti: 369,5. In caso di "pareggio" tra i due  sul rinnovato circuito di Yas Marina (entrambi ritirati o comunque fuori dai punti) Max sarebbe campione per maggior numero di vittorie (nove contro otto). A pensarci bene, precedenti recenti alla mano, un vantaggio non del tutto trascurabile, quello sul quale può ancora contare l'olandese, considerando la storia di un un Mondiale pesantemente contraddistinto da numerosi episodi controversi: basti pensare, prima di Jeddah, a Silverstone, Monza e San Paolo!

Al via Lewis Hamilton scatta alla perfezione dalla pole position davanti al diretto rivale ma il primo episodio discutibile è già dietro l'angolo e si materializza al giro 10, quando Mick Schumacher distrugge la sua Haas contro le barriere della curva 23, nello stesso punto dell'incidente del ferrarista Leclerec al venerdì. Safety car in pista e Hamilton ai box per il pit stop, a differenza di Verstappen, la cui gara sembra compromessa. Il Direttore di Gara Michael Masi ferma però inspiegabilmente la gara con la bandiera rossa (quando le barriere sono di fatto state riposizionate)  di fatto "regalando" all'olandese la possibilità di montare un nuovo treno di pneumatici e ripartire dalla prima posizione, ereditata da Hamilton con la sosta ai box di quest'ultimo.

 

Alla ripartenza da fermi, Hamilton "brucia" il rivale ma Verstappen va lungo alla prima chicane e rientrando ostacola Hamilton che viene superato anche da Esteban Ocon. Pochi secondi ed è di nuovo bandiera rossa quando Sergio Perez tocca Leclerc e finisce ko. Nel caos generale, Mazepin tampona violentemente George Russell. Nuova interruzione del GP e - da parte di un Direzione Gara sempre più nel pallone - l'offerta (???) alla Red Bull di schierare Verstappen sulla terza casella della nuova griglia di partenza che vede Ocon in pole davanti ad Hamilton. Al semaforo quest'ultimo si cura solo del francese, spalancando la porta a Max che prende il comando. Inizia il lungo inseguimento - durato tutta la fase centrale della gara - del campione della Mercedes al leader della corsa e della classifica generale. Hamilton fatica a portarsi a tiro di DRS perché la Red Bull numero 33 è in grado di allungare nel primo settore del Corniche Circuit di Jeddah ma anche perché ben tre fasi VSC (Virtual Safety Car) tra il giro 28 ed il giro 36 "congelano" temporaneamente la sfida

Al 36esimo passaggio però Hamilton affonda il suo attacco alla curva uno ma Verstappen taglia la pista all'ingresso della curva due e resta al comando. Per evitare penalizzazioni, il ponte di comando Red Bull chiede subito al proprio pilota di cedere la posizione. Max però rallenta vistosamente (giro 37) senza spostarsi dalla "racing line" e Lewis (avvisato un secondo prima dai suoi), non riesce ad evitare il contatto, riportando danni allo spoiler anteriore sinistro ma la performance non sembra risentirne. Tre ore dopo la fine del GP, il collegio dei commissari infliggeranno dieci secondi di penalità a Verstappen per aver causato una collisione, ed in particolare per avere più volte cambiato direzione. Penalità che in ogni caso - sommata al suo tempo finale - non impedirà a Max di conservare la seconda posizione nell'ordine d'arrivo (e relativi punti), chiudendo il penultimo atto del Mondiale con sei secondi di vantaggio sul terzo classificato Bottas.

 Al giro 42 di 50 Verstappen ripete la manovra ma, appena superato da Lewis, lo attacca e passa di nuovo. Penalizzato di cinque secondi, l'olandese viene finalmente superato dal sette volte iridato all'ultima curva del 43esimo passaggio e - con gli pneumatici ormai logorati - perde rapidamente contatto dal rivale, da parte sua impegnato a fondo a portare al traguardo in prima posizione con mille precauzioni la sua W12 danneggiata. I sette punti di differenza tra primo e secondo posto, con l'aggiunta di quello bonus per il giro più veloce in gara, permettono ad Hamilton di azzerare il distacco da Verstappen. 

Il duello infinito tra Hamilton e Verstappen eclissa completamente la gara di tutto il resto del gruppo, ad iniziare da quella di Valtteri Bottas che solo sulla linea del traguardo (in pratica al fotofinish) sottrae il terzo gradino del podio ad un affranto Ocon. Il finlandese sale a 218 punti e blinda" con una gara di anticipo il terzo posto anche nel Mondiale, visto che Perez rimane a quota 190. Il ko del messicano compromette la rincorsa della Red Bull al titolo Costruttori: Mercedes sale a 587,5 punti contro i 559,5 dei rivali: venotto in più per le Frecce Nere. Non solo: il ritiro impedisce a Sergio di essere in pista nel finale di gara per tentare di mettere a segno il giro veloce ed eventualmente sottrarlo ad Hamilton. Un punto (perso) che rischia di costare carissimo a Verstappen ed alla Red Bull.

Gara anonima o comunque di secondo piano per la Ferrari. Autore del quarto temo delle qualifiche e stretto a muro da Perez poche curve dopo il secondo via, Leclerc riesce a riprendersi e poi a vincere uno dei rari confronti diretti in pista di questa stagione con il compagno di squadra Carlos Sainz, precedendolo al settimo posto. Senza però dimenticare che lo spagnolo era scattato dall'ottava fila a causa del testacoda e dei danni all'ala posteriore nel corso delle qualifiche. Davanti ai due piloti della Scuderia chiudono Daniel Ricciardo e Pierre Gasly (quinto e sesto). Alle loro spalle vanno invece a punti anche Antonio Giovinazzi e Lando Norris (nono e decimo). McLaren recupera quindi un solo punto alla Ferrari che ne mantiene 38,5 di vantaggio (307,5 a 269) ed ha quindi la pista (quella di Abu Dhabi) tutta in discesa davanti: terzo posto Costruttori ormai sotto chiave.

Commenta Disclaimer

I vostri messaggi 0 commenti