FORMULA 1

F1, Carey: "Vogliamo partire in estate, calendario di 15-18 gare"

Il numero uno di Liberty Media dopo i continui rinvii e cancellazioni: "Saremo pronti quando la situazione migliorerà"

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Dopo un inizio di 2020 a dir poco turbolento, costellato di cancellazioni e rinvii a causa della pandemia di Covid-19, Chase Carey prova a rimanere ottimista: "Riconosciamo che esiste una possibilità significativa di avere ulteriori rinvii per gli eventi attualmente in programma - ha detto il patron della Formula 1 - Tuttavia noi e i nostri partner ci aspettiamo che la stagione inizi ad un certo punto quest'estate, con un calendario rivisto di 15-18 gare".

Fin qui sono saltati in maniera definitiva i GP d'Australia e di Monaco, mentre sono stati posticipati a data da destinarsi quelli di Cina, del Bahrein, di Spagna e d'Azerbaigian. La prima gara in calendario sarebbe, al momento, quella di Montreal del 14 giugno, ma ovviamente in questo periodo le certezze scarseggiano. L'unica cosa sicura è che, se il Mondiale dovesse partire, si correrà anche ad agosto e sarà inevitabile che allungarsi fino a dicembre inoltrato, per cercare di reinserire quante più tappe possibili tra quelle saltate: "Al momento nessuno può essere certo di quando esattamente la situazione migliorerà, ma migliorerà e quando lo farà saremo pronti per tornare a correre - ha detto Carey ostendando un certo ottimismo - Siamo tutti impegnati per dare agli appassionati una campionato nel 2020. Come precedentemente annunciato, utilizzeremo lo shutdown anticipato a marzo/aprile per correre durante il normale periodo di stop estivo. La fine della stagione si estenderà oltre la nostra data originale del 27-29 novembre, visto che la sequenza e le date effettive delle gare differiscono in modo significativo dal nostro calendario 2020 originale".

Tutto, naturalmente, dipenderà dall'evolversi della pandemia e dalla capacità di risposta che avranno i singoli paesi: "Al momento non è possibile fornire un calendario più specifico a causa della fluidità della situazione attuale - ha spiegato il numero uno di Liberty Media - ma prevediamo di ottenere informazioni più chiare sulla situazione in ciascuno dei nostri paesi ospitanti, e sulle questioni relative ai viaggi in questi paesi, nel mese prossimo".

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