TECNOLOGIA ITALIANA

Alla scoperta di Brembo, dove nascono i freni che vincono in F1 e MotoGP

L'azienda bergamasca ci ha aperto le porte della sua factory, tra  tecnologia e passione, in occasione delle Gran Turismo World Series di Milano

di Alberto Gasparri
22 Mag 2026 - 22:00
SeguiLogo SportMediasetsuSeguici su
1 di 54
© Ufficio Stampa Brembo
© Ufficio Stampa Brembo
© Ufficio Stampa Brembo

© Ufficio Stampa Brembo

© Ufficio Stampa Brembo

In F1 come in MotoGP, ma i generale in tutte le gare automobilistiche e motociclistiche, la "staccata" è uno dei momenti più emozionanti e decisivi. È soprattutto in questa fase, infatti, che si svolgono i sorpassi. Per farli, servono talento, coraggio, un mezzo efficace e stabile. Ma, in particolare, ottimi freni. Che, nel mondo, sono sinonimo di Brembo. Da ormai cinquant'anni l'azienda bergamasca fornisce i suoi impianti frenanti ai principali team a due e quattro ruote di ogni disciplina, specialità e categoria, oltre ai più importanti costruttori di auto e moto che usiamo (o sogniamo) tutti i giorni. Grazie a PlayStation e Sony, in occasione delle Gran Turismo World Series di Milano, abbiamo avuto l'occasione di visitare il quartier generale di Brembo a Stezzano, situato all'interno del polo tecnologico denominato Kilometro Rosso, e lo stabilimento di Curno. Con noi, c'erano Kazunori Yamauchi, creatore di Gran Turismo, insieme a una delegazione internazionale di piloti del round 1 del campionato.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito della collaborazione tra Brembo e le Gran Turismo World Series, di cui l’azienda è official partner. Un rapporto che rafforza il legame tra esperienza racing reale e simulazione di guida, favorendo lo scambio di know-how e il trasferimento di tecnologie tra pista e ambiente virtuale.

© Ufficio Stampa Brembo

© Ufficio Stampa Brembo

“La visita in Brembo ci ha permesso di vedere da vicino il livello di precisione e innovazione che caratterizza i sistemi frenanti utilizzati nelle competizioni. Per Gran Turismo, collaborazioni come questa sono fondamentali per continuare a migliorare l’accuratezza della simulazione e rafforzare il legame tra il mondo virtuale e quello reale del motorsport”, ha detto Yamauchi.

Un'esperienza importante anche per la stessa Brembo. “Accogliere Kazunori Yamauchi e i piloti delle Gran Turismo World Series nelle nostre sedi rappresenta un’importante occasione di scambio tra due mondi sempre più connessi. In Brembo lavoriamo ogni giorno per sviluppare soluzioni all’avanguardia per il motorsport, e collaborazioni come questa ci permettono di valorizzare il nostro know-how anche nel contesto della simulazione di guida, contribuendo a rendere l’esperienza sempre più realistica e coinvolgente”, ha commentato Mauro Piccoli, chief marketing officer di Brembo.

© Ufficio Stampa Brembo

© Ufficio Stampa Brembo

Accompagnati da dirigenti e tecnici di Brembo, ci è stata offerta una panoramica sugli oltre 50 anni di esperienza di Brembo nel motorsport, durante la quale sono stati illustrati i principali traguardi tecnologici e sportivi raggiunti dall’azienda nelle diverse categorie racing. Durante la visita abbiamo avuto modo di avere accesso al centro R&D, osservando da vicino le attività di sviluppo, simulazione e validazione dei componenti, con un focus sulle tecnologie più avanzate. Immancabile, poi, un passaggio all’esposizione The Art of Braking, dove abbiamo ripercorso l’evoluzione dei sistemi frenanti attraverso prodotti iconici, soluzioni innovative e applicazioni sviluppate per le massime competizioni.

Il momento clou dell'esperienza, però, lo abbiamo vissuto quando ci è stato permesso di entrare nella Racing Factory di Curno, un luogo off-limits, dove nascono gli impianti realizzati in carbonio (e carbo ceramica) esclusivamente per le competizioni, a partire dalla Formula 1. Veder nascere un disco partendo da dei fogli di "tessuto in fibra nera" è stata un'esperienza unica, come pure quella di osservare da vicino tutti i processi produttivi, le lavorazioni ad alte prestazioni e l’impegno continuo in ricerca e innovazione, che consentono a Brembo di supportare i team ai massimi livelli, sia a due, sia a quattro ruote. Qui tutto viene progettato, sviluppato e realizzato internamente, senza margine di errore, con cura maniacale e tanta pazienza. Basti solo pensare che tutti i loghi delle pinze racing sono dipinti a mano e che per realizzare da zero un disco per la F1 servono parecchie settimane...

Insomma, un pomeriggio indimenticabile nel segno del motorsport "made in Italy".

© Ufficio Stampa Brembo

© Ufficio Stampa Brembo