I costi d'acquisto in costante aumento obbligano una parte maggiore dei cittadini a ricorrere a finanziamenti o formule di noleggio
di Tommaso Marcoli© ansa
Negli ultimi anni, il rapporto degli italiani con l'automobile ha subito una trasformazione profonda, guidata da un aumento senza precedenti dei costi di acquisto. Con un prezzo medio che ha ormai consolidato la sua posizione sopra i 30.500 euro (UNRAE). Questa cifra, che solo pochi anni fa sembrava riservata a vetture di fascia alta, è oggi lo standard per un'auto media da famiglia, costringendo i consumatori a impegnare una parte consistente del proprio reddito mensile.
Poco alla volta
Con rate che oscillano mediamente tra i 280 e i 420 euro (Osservatorio PrestitiOnline), l'acquisto del veicolo pesa sulle finanze domestiche quasi quanto un canone d'affitto in provincia. Questa pressione economica spiega perfettamente la "resistenza meccanica" degli automobilisti italiani. Secondo i dati più recenti, chi acquista un'auto nel Bel Paese tende a percorre in media oltre 104.000 chilometri prima di rimetterla sul mercato, contro una media europea decisamente più bassa (carVertical).
Si tiene più a lungo
Non è una questione di chilometri annui – che rimangono stabili sui 19.500 km – ma di durata del possesso: l'auto si tiene per oltre 5 anni, spremendola fino a quando la manutenzione non diventa insostenibile. Per ammortizzare un costo di gestione che, tra carburante, bollo e un'assicurazione media balzata a 483 euro (IVASS), sfiora i 4.000 euro annui (ACI). In questo budget, il carburante rimane la voce principale (circa 1.900 euro), ma sono i costi fissi a preoccupare di più.
Mercato in crisi
Il bilancio finale del 2025 mostra infatti un mercato del nuovo in lieve affanno, con una flessione del 2,1% nelle immatricolazioni rispetto all'anno precedente (UNRAE). Gli italiani non hanno smesso di aver bisogno dell'auto, ma hanno semplicemente iniziato a spostarsi verso il mercato dell'usato o a prolungare la vita delle proprie vetture attuali. In un contesto dove la rata mensile assorbe ormai tra il 15% e il 25% dello stipendio medio, la fedeltà al proprio vecchio motore è una necessità finanziaria.