Dati

Per l’auto europea la Cina non è più un’opportunità

BMW, Mercedes e Volkswagen escono dal 2025 con i conti peggiori degli ultimi anni e una certezza scomoda: Pechino non è più la gallina dalle uova d’oro

di Tommaso Marcoli
26 Gen 2026 - 07:37
 © Getty Images

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Il 2025 si è chiuso nel modo più duro possibile per l’auto tedesca. BMW, Mercedes e Volkswagen hanno registrato i risultati peggiori degli ultimi anni, con un denominatore comune sempre più evidente: la Cina. Le vendite complessive dei tre gruppi sono scese sotto le 3,9 milioni di unità, il livello più basso da tredici anni, mentre Volkswagen è scivolata al terzo posto dietro BYD e Geely. Eppure, qualcosa è cambiato: le grandi banche d’affari americane hanno iniziato a rivedere al rialzo i giudizi sui titoli tedeschi. Goldman Sachs, che solo pochi mesi fa invitava alla cautela, oggi consiglia di comprare BMW e Mercedes.Cosa stanno vedendo i mercati che l’industria non vuole ancora ammettere?
Sovrapproduzione
La risposta sorprende, perché non passa da una ripresa cinese. Goldman Sachs ha simulato uno scenario “China-free”, azzerando il contributo del mercato cinese per BMW e Mercedes. Il risultato è paradossale: anche così, ai prezzi attuali, i titoli risulterebbero sottovalutati. In altre parole, il mercato ha già scontato la perdita della Cina, arrivando quasi a considerarla un’attività negativa, un business che brucia margini anziché crearli. La scommessa è sulla capacità dei costruttori tedeschi di restare profittevoli senza il loro ex mercato chiave.
Riorganizzazione
Il contesto spiega perché. Tra il 2016 e il 2017 la Cina valeva fino a un terzo degli utili di gruppo, con miliardi di euro che alimentavano i bilanci europei. Oggi quel flusso si è assottigliato drasticamente e le prospettive restano negative, schiacciate dall’ascesa di BYD, dalla guerra dei prezzi sull’elettrico e da un cambiamento profondo nella percezione del “premium” tra i clienti cinesi, sempre più giovani. Gli analisti guardano quindi altrove: a un’Europa stabile, a un mercato USA capace di assorbire parte delle perdite e soprattutto a drastici piani di taglio dei costi.
Rilancio
Mentre gli investitori puntano sulla riduzione delle dimensioni, nel 2026 arrivano i modelli più importanti degli ultimi anni, dalla Neue Klasse di BMW alle nuove elettriche Mercedes, fino alla rinnovata offensiva Volkswagen con partner cinesi. Il mercato azionario sembra aver già emesso il verdetto: la Cina, per i marchi tedeschi, non è più un’opportunità. È un rischio. E ora la vera partita si gioca sulla domanda se si può restare globali, competitivi e profittevoli senza il più grande mercato dell’auto al mondo. Qualcuno, tra industria e finanza, prima o poi dovrà ammettere di aver sbagliato.

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