Per il Governo, il Green Deal "ha distrutto l'industria"
Si valutano interventi per sostenere il comparto automotive italiano
di Redazione Drive Up© Getty Images
L'attuale crisi energetica scaturita dal conflitto in Medio Oriente è solo l'ultima di una serie che - almeno - dal 2020 tempestano l'automotive europeo. Margini che si riducono, approvvigionamenti difficoltosi, dazi e mercati ostili, sono elementi che compromettono la struttura di un comparto industriale tra i più importanti per l'Unione. Italia inclusa, che con i suoi stabilimenti soffre e riflette su come salvarsi.
Colpa del Green Deal
Le Politiche ambientaliste promosse dalla Comunità Europea sono messe sotto accusa. Il Ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha dichiarato - al convegno Federauto - che "Le imposizioni delle tecnologie per legge, anzi per regolamento europeo, non sono una mera variabile nell’andamento delle immatricolazioni, ma sono il cuore del problema. Aver pensato di imporre una tecnologia per legge, come ha fatto l’UE, ha distrutto l’industria e il mercato dell’auto". Il riferimento è al bando dei motori a combustione previsto per il 2035. Divieto che - probabilmente - sarà rivisto nei prossimi mesi, in quanto i criteri non sono più coerenti con lo sviluppo economico.
Neutralità tecnologica
Il Ministro torna a insistere sui concetti di flessibilità e neutralità tecnologica: "Oltre all’elettrico esistono altre strade per decarbonizzare il parco auto, come l’ibrido, che ha superato la metà delle immatricolazioni. Bisogna consolidare le aperture che l’UE ha concesso e puntare su un approccio multitecnologico". Visione condivisa dal Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, il quale sostiene che "è fondamentale introdurre anche una categoria di veicoli alimentati con biocarburanti e carburanti sostenibili". Il settore automotive deve "partecipare al dibattito con la giusta rilevanza".