Le colonnine per auto elettriche non sono il problema dell'Italia
Ci sono oltre 73 mila punti di ricarica attivi, eppure la diffusione delle vetture è ancora piuttosto bassa
di Tommaso Marcoli© Getty Images
I pregiudizi nei confronti dell'automobile elettrica sono duri a morire. Ad esempio, soltanto due italiani su dieci considerano sufficiente il numero di colonnine presenti in Italia. Eppure, i dati raccontano tutt'altro: sono più di 73 mila i punti di ricarica attivi, un livello comparabile ad altri grandi Paesi come Francia, Germania e UK. Dunque come si spiega tutto questo scetticismo?
Difficile restare a secco
Per l'esattezza, in Italia ci sono 73.047 colonnine utilizzabili. Di queste, il 73,6% (53.756) eroga corrente alternata (AC): sono le cosidette "colonnine lente", con un picco di potenza di solito entro i 22 kW. Mentre 26,4% (19.291) è la quota delle colonnine in corrente continua (DC): rapide e ultrarapide, da un minimo di 50 kW a un massimo di 350 kW. Queste sono posizionate per lo più in autostrada (circa 1.400 punti), dove la richiesta è quella di ridurre i tempi di attesa e proseguire il viaggio. L’Italia si colloca al secondo posto in Europa per numero di auto elettriche per presa di ricarica: ci sono tante colonnine e poche auto.
Ma la quota è bassa
Numeri rassicuranti, dunque, che non si traducono in un'effettiva diffusione delle automobili: in Italia la quota di EV è attorno al 6,5%. Il confronto con gli altri Paesi europei non regge: tra il 15% e il 20% nei principali mercati continentali. I problemi - però - non mancano. Innanzitutto, la rete di ricarica è sì sviluppata ma non capillare, e si concentra per lo più al nord. Molte abitazioni italiane non hanno la possibilità di installare un punto domestico o hanno limitazioni di potenza elettrica. Infine, i prezzi dell’elettricità per la ricarica pubblica tendono a essere più alti della media di altri Paesi UE. Incertezze che, legate a un prezzo d'acquisto (per ora) superiore, compromettono la diffusione di questa tecnologia.