Strategie

L'industria tedesca dell'auto è salva (per ora)

Volkswagen dimezza i modelli e taglia la capacità produttiva globale a 9 milioni di auto per blindare i conti contro i dazi e la concorrenza estera

di Tommaso Marcoli
10 Lug 2026 - 09:06
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 © Getty Images

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Il Gruppo Volkswagen ha ufficializzato il nuovo piano strategico di efficientamento approvato dal management e dal consiglio di sorveglianza. Nonostante le indiscrezioni della vigilia ipotizzassero la chiusura di impianti e migliaia di esuberi, il comunicato ufficiale non fa alcuna menzione di tagli al personale o dismissioni di fabbriche.
Meno modelli
Il pacchetto di riforme, articolato in dodici iniziative complessive, punta a rendere l'azienda più agile e immune dalle crescenti pressioni esterne, tra cui spiccano le tensioni geopolitiche, i dazi doganali, gli stringenti requisiti normativi e una concorrenza asiatica sempre più aggressiva. Uno dei pilastri fondamentali del piano industriale si concentra sulla drastica semplificazione della gamma prodotto, che verrà gradualmente dimezzata e focalizzata solo sui segmenti di mercato più redditizi.
Si produce meno
Un secondo intervento strutturale interessa la capacità produttiva globale del gruppo. L'obiettivo dichiarato è quello di allineare la rete di fabbriche a una capacità coerente con l'attuale domanda di mercato, fissando il target a circa 9 milioni di unità all'anno per tutti i marchi, contro i 12 milioni del periodo pre-Covid. Considerando che una riduzione di 2 milioni di volumi è già stata assorbita negli ultimi anni, l'ultimo milione di esubero verrà tagliato attraverso futuri interventi mirati negli stabilimenti dislocati in Europa e in Cina.
Solo auto
Infine, l'amministratore delegato Oliver Blume e il direttore finanziario Arno Antlitz hanno confermato la volontà di concentrarsi sul core business del settore automobilistico, annunciando che l'intero portafoglio azionario e di investimenti verrà riallineato in base al reale rendimento e al contributo strategico dei singoli asset. Il comunicato non ha fornito conferme esplicite sulle indiscrezioni relative a una possibile valorizzazione della Ducati o alla cessione delle partecipazioni nei club calcistici tedeschi.

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