Iran e petrolio: perché il prezzo della benzina può impazzire
La chiusura dello Stretto di Hormuz avrà conseguenze sul mercato mondiale dell'energia
di Tommaso Marcoli© ansa
Tra il Golfo Persico e il Golfo dell'Oman transita il 50% del greggio commercializzato nel mondo. Sebbene Donald Trump abbia dichiarato di "non essere preoccupato per nulla", i mercati non sembrano condividere lo stesso ottimismo. Lo Stretto di Hormuz è fondamentale per i trasporti commerciali e i passaggi si sono pressoché azzerati da domenica, quando la nuova guerra del Golfo è cominciata. Troppo pericoloso per le navi attraversarlo mentre l'Iran lancia missili. Le conseguenze saranno severe.
Su il prezzo
Sono almeno 150 le petroliere e metaniere che hanno gettato l'ancora in acque aperte e lontano dai rischi. Il Brent è subito balzato a 80 dollari al barile e se le interruzioni dovessero persistere, il rischio è che si raggiugano - o superino - i 100 dollari al barile. Le previsioni per il 2026 parlavano di un prezzo medio non superiore ai 60 dollari. Da lì passa il petrolio del Golfo che, per l'Europa, sta sostituendo quello russo: circa 25 milioni di barili al giorno, un quinto dell'intera produzione mondiale.
Conseguenze imprevedibili
Non è soltanto una questione di petrolio. Il GNL estratto e lavorato in Qatar diretto verso Germania, Spagna, Francia e Italia passa da Hormuz. La compagnia danese Maerks - il secondo più grande armatore commerciale del mondo - ha comunicato che sospenderà le attività di navigazione a tempo indeterminato. Il volume delle spedizioni attraverso Hormuz è crollato del 70% in sole 24 ore. L'Opec+ ha concordato di aumentare la produzione a 206 mila barili al giorno, una misura che secondo gli analisti non può compensare la chiusura dello stretto. Il prezzo dell'energia sembra destinato ad aumentare e tutti noi dovremo pagarne il prezzo.