Così Volkswagen salverà i motori V6 e V8 di Audi e Porsche
La condivisione dei crediti per contenere le emissioni di CO2 continuerà a far vivere le automobili sportive che bruciano benzina
di Tommaso Marcoli© Ufficio Stampa
Di recente il CEO di Audi Gernot Döllner, ha dichiarato che più un'automobile è costosa, più i clienti si aspettano abbia un motore a combustione sotto il cofano. Non è l'unico, tra i manager dell'automotive, a essersi reso conto di questa realtà. Persino Mate Rimac, che ha costruito la sua fortuna con le automobili elettriche, si è convinto che le sportive del futuro continueranno a bruciare benzina. Il motore a combustione, però, emette sostanze inquinanti che i costruttori europei sono obbligati a contenere. Come si esce da questo labirinto?
Questione di emozioni
Dopo un iniziale periodo di grande incertezza e confusione, l'auto elettrica sta iniziando a consolidarsi sul mercato europeo. I numeri dell'immatricolato ne confermano la costante crescita un po' ovunque (anche grazie a generosi incentivi), soprattutto nei segmenti medio-bassi: quindi utilitarie e compatte. A non beneficiare del passaggio da combustibili liquidi a elettroni sono i marchi sportivi e del lusso, ancorati a un senso di esclusività ed emozione dipendente dall'identità meccanica.
Rischio multe
La transizione energetica non è un percorso che tutti possono seguire allo stesso modo. Eppure, l'Unione Europea è decisa a far rispettare gli obblighi in fatto di emissioni di CO2 mantenendo il sistema CAFE. In sintesi: l'intero immatricolato di un gruppo automobilistico deve restare entro un determinato parametro di gCO2/km percorsi. Le sanzioni possono raggiungere miliardi di euro mettendo a dura prova i conti aziendali. Per evitare il rischio, conviene togliere dalla gamma i motori più inquinanti.
Condividere per sopravvivere
Ogni costruttore sta cercando di far sopravvivere come può la dimensione più spettacolare dell'automobile, soprattutto attraverso l'ibrido ma la condivisione potrebbe essere un'alternativa. Intervistato a margine del test drive di ID.Polo, Kai Grünitz, responsabile Sviluppo Tecnico del marchio ha dichiarato che "All'interno del Gruppo Volkswagen abbiamo la possibilità di condividere i crediti di CO2. Se il marchio Volkswagen rispetta i limiti individuali, possiamo utilizzare l'avanzo per compensare i dati di Audi, Porsche o degli altri marchi".
Per altri modelli
Se prima un motore specifico era a uso esclusivo di un marchio, oggi non lo si può più considerare tale a priori. Un esempio su tutti: il cinque cilindri di Audi ha già trovato applicazioni esterne su Cupra e non sono da escludere altri sbocchi (nel 2027 la Golf R compie 25 anni...). Questo principio vale un po' per tutto: "In futuro dovremmo comunque avere margini per continuare a proporre V6 o V8", continua Grünitz. La porta per i motori a combustione sembra dunque aperta, se poi bruceranno benzina o e-fuels, poco importa.