Cosa sono le "fabbriche di vedove"?
Espressione spregiudicata di potenza e prestazioni, il loro controllo era una sfida sul filo del rasoio
di Tommaso Marcoli© Ufficio Stampa
L'appassionato di automobili sportive avrà - nel corso della sua esperienza - inevitabilmente sentito parlare delle "widowmaker". Spauracchio per le mogli, massima espressione di libertà per i loro mariti che (come lascia intendere il temibile soprannome) uscendo di casa a bordo dei loro bolidi, non vi hanno più fatto ritorno. Entrate nella leggenda, ancora oggi sono oggetto del desiderio di collezionisti continuando a suscitare un certo - letale - fascino.
Senza limiti
In principio fu la Porsche 930 Turbo. Nata nel 1975, fu la prima auto a usare un turbocompressore in modo così estremo. D'altronde l'auto nacque come un laboratorio per omologarne l'uso nelle competizioni, ma il motore a sbalzo posteriore e un turbo lag monumentale, la rendevano imprevedibile. Messa tra le mani di facoltosi - ma spesso inesperti ed esaltati - clienti, poteva condurre a sovrasterzi e incidenti con conseguenze drammatiche.
Così nacque la fiaba nera
Finché l'elettronica non arrivò a rendere più puntuale l'ingresso del turbo e a risolvere gli errori dei "piloti", le fabbriche di vedove produssero clienti per decenni. Quando nel 1987 la Scuderia compì 40 anni, Ferrari pensò fosse l'occasione per costruire una vettura celebrativa. Il Drake diede carta bianca e la F40 fu un'auto da corsa omologata per uso stradale. Meno di 1.000 kg e un motore V8 con doppia turbina che colpiva come un treno in corsa la schiena. Il destino era - letteralmente - tra le mani di chi teneva il volante.
Iconiche
Le automobili sportive hanno fatto balzi in avanti in termini di prestazioni e sicurezza. A tal punto da permettere anche a chi non è avvezzo a una guida professionale di gestire senza troppe preoccupazioni potenze sensazionali. Eppure, le "widowmaker" sono ancora oggi l'espressione di una generazione così inflessibile da considerare il pericolo come una conseguenza accettabile pur di possederne o guidarne una. Un'epoca che richiedeva un compromesso terribile, il cui mito sopravvivrà in eterno.