Come nel 2026 salveremo (per ora) il motore termico
Mentre la politica spinge per le emissioni zero, i consumatori frenano davanti ai costi e a infrastrutture domestiche ancora fantasma
di Tommaso Marcoli© Getty Images
L'onda travolgente delle auto elettriche sembra essersi infranta contro il muro delle abitudini di consumo. Secondo i dati più recenti (pubblicati da Deloitte) la domanda globale di veicoli a batteria appare profondamente frammentata e lontana dalle previsioni di qualche anno fa. Si tratta di un cambio di paradigma dovuto a una distanza tra le ambizioni dei costruttori - e la volontà della Politica - rispetto alle reali esigenze di un pubblico che sembra stanco e sfiduciato dalle imposizioni.
Occidente indietro
Negli Stati Uniti, il cuore del mercato automobilistico occidentale, la resistenza al cambiamento è ferrea: il 61% dei consumatori non ha intenzione di abbandonare il motore a combustione interna, mentre l'elettrico puro arranca con un misero 7% delle preferenze. Anche la Germania, pur essendo il secondo mercato al mondo per interesse verso l'elettrico dopo la Cina, vede ancora il 49% degli acquirenti fedele ai pistoni tradizionali, a fronte di un modesto 16% che punta sul BEV. Persino la Cina - dove la transizione è una priorità di stato - il motore termico mantiene il controllo con il 41% delle scelte, mentre l'elettrico puro si ferma a una persona su cinque.
Tocca all'ibrido
Questa ritirata strategica dei consumatori ha spalancato le porte all'egemonia dell'ibrido, ormai consacrato come la vera tecnologia ponte del decennio. In Cina, la combinazione tra ibrido tradizionale (19%) e plug-in (17%) raggiunge un solido 36%, superando di gran lunga l'interesse per l'elettrico puro. In Germania, questa "terza via" convince il 24% degli utenti. La scelta non è solo ideologica, ma pragmatica, perché l'ibrido risponde alla necessità di abbattere i costi del carburante senza l'ansia da ricarica, una formula che sta spingendo molti produttori a rivedere i propri piani industriali in favore di portafogli più flessibili.
Perché la ricarica domestica è un problema?
Il paradosso del 2026 è che la stragrande maggioranza degli aspiranti proprietari di veicoli elettrificati vorrebbe ricaricare l'auto comodamente a casa, ma un numero impressionante di persone non ha fisicamente un caricatore o la possibilità di installarlo. Nel Regno Unito, il 79% degli intenzionati punta sulla ricarica domestica, ma il 52% sbatte contro l'assenza di un punto di ricarica privato. La situazione è identica negli Stati Uniti (53% senza accesso) e diventa drammatica in Giappone, dove ben il 75% di chi vorrebbe ricaricare tra le mura amiche si trova nell'impossibilità tecnica di farlo.