Non si placa la tempesta che sta scuotendo i vertici dell'AIA. Quello che sembrava un focolaio isolato si sta trasformando in un vero e proprio incendio che rischia di lambire i piani altissimi di Coverciano. Il caso che coinvolge il designatore Gianluca Rocchi si arricchisce di nuovi, inquietanti capitoli: nelle ultime ore, altri direttori di gara sono finiti nel mirino degli inquirenti, chiamati a riferire su presunte irregolarità e zone d'ombra nella gestione della classe media arbitrale.
Le indiscrezioni che filtrano dalle stanze della Procura Federale parlano chiaro: il registro degli auditi si allunga. Non più solo i "big" del fischietto, ma anche arbitri di prima fascia e assistenti meno esposti mediaticamente sarebbero stati convocati per chiarire dinamiche interne che poco hanno a che fare con il campo. Al centro del dibattito, ancora una volta, il sistema delle valutazioni e quella sensazione di cerchi magici che tanto sta facendo discutere i tifosi e gli addetti ai lavori.
Il designatore, finora difeso a spada tratta dai vertici dell'Associazione, si trova in una posizione sempre più scomoda. Sebbene non ci siano ancora provvedimenti ufficiali che ne limitino l'operatività, il clima di sospetto sta minando la serenità di un settore già sotto pressione per le polemiche domenicali legate al Var. Si continua a indagare su presunti favoritismi nelle carriere e su comunicazioni non istituzionali tra designatori e arbitri.
Rocchi continua a rivendicare la trasparenza delle scelte, basate, a suo dire, esclusivamente sul merito tecnico e sui rapporti degli osservatori. Il rischio concreto è quello di una paralisi del sistema. Con la stagione che entra nel vivo e la corsa Champions e salvezza che si infiammano, avere una classe arbitrale distratta dalle vicende giudiziarie è l'incubo peggiore per la Lega Serie A.
Sono previsti, intanto, nuovi interrogatori per la fine della settimana, mentre si continua a indagare analizzando i tabulati e incrociando messaggi e chiamate tra le persone coinvolte. Si potrebbe arrivare a possibili sospensioni se dovessero emergere prove schiaccianti di violazione del codice etico.
C'è la paura che la punta dell'iceberg sia stata appena scalfita. Nell'inchiesta del pm Maurizio Ascione, condotta dal Nucleo operativo metropolitano della Gdf, sono stati ascoltati, tra i tanti, anche gli stessi Doveri e Colombo. E proprio dai verbali di testimoni, da quanto si è saputo, sarebbero arrivati elementi di conferma su quelle designazioni "combinate", di cui ci sarebbe stata una sorta di consapevolezza tra gli arbitri.
Per quel capitolo del presunto accordo a San Siro, Rocchi è indagato "in concorso" con "più persone", che farebbero parte del mondo arbitrale. Ad ogni modo, su questo punto e sulle verifiche in corso la situazione delle indagini e delle eventuali iscrizioni ulteriori viene definita "fluida". Mentre Rocchi prova a mantenere la barra dritta, il mondo del calcio trattiene il respiro: la credibilità dei nostri arbitri è, ancora una volta, sul banco degli imputati.