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Accadde oggi: Totti dà l'addio al calcio giocato

Il capitano della Roma dice basta il 28 maggio 2017 dopo un anno pieno di frizioni con Spalletti: per lui 25 stagioni e 307 gol in giallorosso

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“Maledetto tempo. Purtroppo è arrivato questo momento che speravo non arrivasse mai. Spegnere la luce non è facile, adesso ho paura e questa volta sono io che ho bisogno di voi e del vostro calore”. E un tifo già emotivo e passionale come quello della Roma scoppia in lacrime, perché queste parole sono pronunciate da Francesco Totti appena dopo il suo addio al calcio giocato, il 28 maggio 2017, davanti a un “Olimpico” che ha sempre fatto di tutto per rimandare questo giorno.

La data, di cui oggi ricorre il terzo anniversario, è importante anche per i destini sportivi dei giallorossi, che devono assolutamente vincere per tenere dietro il Napoli, conservare il secondo posto (con un considerevolissimo ruolino di marcia di 87 punti) e andare in Champions League dalla porta principale. Di fronte c'è il Genoa, e quando c'è da giocarsi tutto all'ultima in casa, la storia ha dimostrato che i giallorossi non sono proprio infallibili. Stavolta però non si può sbagliare, perché è l'ultima del “Capitano” e la festa non può essere rovinata. Il baby Pellegri, tuttavia, porta in vantaggio il Grifone, poi ribaltato dal pari istantaneo di Dzeko e dalla rete di De Rossi alla mezz'ora della ripresa. Lazovic a dieci minuti dal termine impaurisce gli 80mila dell'Olimpico, che poi esplodono al 90' per la rete di Perotti.

Sull'1-1 Totti entra in campo per uno spento Salah tra l'ovazione dello stadio. È il 54' e tutti sanno che sono gli ultimi minuti del leggendario numero 10 su un prato verde. Luciano Spalletti lo inserisce quando più ne ha bisogno, e non solo per dargli il contentino dell'ultima partita: Totti entra per incidere e decidere, come ha sempre fatto in tutta la sua carriera, suggellata da 307 gol in 786 partite, tutte con una sola maglia, quella giallorossa. Ed è anche grazie al suo ingresso in campo che il Genoa (salvo ma non arrendevole) perde metri e partita. Gli ospiti arretrano e prendono due gol (fallendone un altro clamoroso) malgrado siano praticamente tutti dentro l'area: Totti, in tutto ciò, agisce da regista e quasi anticipa De Rossi per il gol del 2-2. Ma gli lascia la conclusione, la scena e la gloria. Lui non ne ha più bisogno. 

Meno male, per la Roma, che Perotti segna il 3-2 finale. L'Olimpico non ha per niente voglia di rovinare la celebrazione di uno dei più grandi calciatori italiani del dopoguerra: la Curva Sud gli dedica una coreografia tanto semplice quanto efficace, con la scritta “Totti è la Roma” su sfondo di cartoncini gialli e rossi. E così, dopo il triplice fischio, i compagni sembrano felici più per lui che per Spalletti, con cui Totti ha avuto più di una forte incomprensione nell'ultimo anno e mezzo. Il Capitano sorride, poi - quando prende il microfono - non può fare a meno di piangere, maledicendo quel tempo che lo ha affiancato ai tifosi romanisti in un sogno lungo 25 anni. Tre anni fa, il risveglio. Poi una carriera in società terminata nel giugno 2019 con tanta rabbia, ma senza lacrime: quelle, lui e i tifosi, le avevano già versate il 28 maggio 2017, il giorno in cui il calcio italiano ha perso un gigante. Anzi, un re, il re di Roma.

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