DEJAVU

L'infortunio, il mal di pancia, il Mondiale e infine lo strappo: Lukaku, quanti punti in comune con l'addio all'Inter

L’attaccante belga non si presenta a Castel Volturno: tensione altissima con il club e tanti parallelismi con la fine della sua seconda avventura in nerazzurro

di Francesco Lommi
26 Mar 2026 - 14:20
videovideo

Scoppia il caso Romelu Lukaku a Napoli. L’attaccante belga è finito al centro delle polemiche. Una situazione che ricorda molto quanto già accaduto ai tempi dell’Inter, con un copione che sembra ripetersi: il lungo stop, un Mondiale da inseguire, il posto nel club non assicurato e infine lo strappo 

Il lungo infortunio

 Luglio 2022. Romelu Lukaku, finito ai margini al Chelsea, fa carte false per tornare a Milano soltanto dopo 12 mesi aver salutato a fronte di un maxi assegno da 113 milioni di euro. A dicembre c'è il Mondiale in Qatar e l'obiettivo di Big Rom è arrivarci da protagonista. La stagione però non inizia nel modo sperato: Lukaku si procura un grave infortunio alla coscia che lo tiene ai box da fine agosto a fine novembre. Il rientro giusto in tempo per imbarcarsi alla volta del Qatar. La delusione però sarà Mondiale: Romelu, fuori condizione, finisce nel mirino per una serie di gol clamorosi divorati. Quest'anno la stessa trama: infortunio, anche in questo caso alla coscia, e quattro mesi di stop. 

Il dualismo con Dzeko come con Hojlund

 Al suo ritorno all'Inter, Lukaku scopre che il posto da titolare non è più garantito: Inzaghi apprezza le qualità di Dzeko, arrivato a Milano proprio per colmare la lacuna lasciata dal belga, e in più gli è riconoscente per il lavoro fatto durante la lunga assenza di Big Rom. Si crea dunque un dualismo tra Dzeko-Lukaku che andrà avanti fino alla fine della stagione. L'apice arriverà nella finale di Champins League a Istanbul. Lukaku, nelle settimane precedenti, aveva trascinato i nerazzurri in campionato, mostrando di aver ritrovato la condizione. Inzaghi però contro il City gli preferì Dzeko dal primo minuto. Una scelta che il belga non accettò e che portò allo strappo finale. Oggi, finale di Champione League a parte, lo scenario è molto simile. Big Rom è tornato a disposizione, dopo 4 mesi di stop, il 25 gennaio: da allora però ha giocato soltanto pochi spezzoni (64 minuti in 11 partite). Neppure il gol vittoria contro il Verona ha ribaltato il paradigma: il titolare di Conte è Rasmus Hojlund, con buona pace di Big Rom. 

Lo strappo

 Una serie di situazioni che, messe in fila, hanno portato allo strappo con il mondo Inter. Marotta aveva tutte le intenzioni di sedersi a trattare con il Chelsea per tenerlo in nerazzurro (Lukaku era tornato a Milano in prestito), salvo doversi ricredere dopo l'atteggiamento assunto dal calciatore post Istanbul. Lukaku, anche in quel caso, sparì. Non solo Ausilio, anche le telefonate del gemello Lautaro caddero nel vuoto. Ad aggiungere benzina sul fuoco il flirt più o meno esplicito con Milan e Juventus che chiuse definitivamente ogni possibilità di permanenza in nerazzurro. Oggi Lukaku ha mandato un messaggio molto chiaro non presentandosi a Castel Volturno: il mal di pancia si fa sempre più forte. E in tal senso non vanno ignorate le voci che arrivano dal Belgio. Il portale Voetbalkrant rimbalza con forza l'ipotesi di una "scelta di vita" radicale: il ritorno a casa, tra le fila dell'Anderlecht. Lukaku, recentemente, è stato avvistato nel centro sportivo di Neerpede, quartier generale dell'Anderlecht, ufficialmente per seguire da vicino i primi passi calcistici del figlio Romeo. In più non è passata inosservata la lussuosa villa che il belga sta facendo costruire a Dilbeek, a una manciata di chilometri dallo stadio dell'Anderlecht. 

Premier League, la classifica all-time dei marcatori stranieri: Salah al comando

1 di 15
© afp  | SALAH 191 GOL
© afp  | SALAH 191 GOL
© afp  | SALAH 191 GOL

© afp | SALAH 191 GOL

© afp | SALAH 191 GOL