Conte: "Abbiamo zittito critiche ingiuste. Lukaku? Deluso perché mi aspettavo un saluto"
L'allenatore degli azzurri ha parlato al termine della goleada dei suoi alla Cremonese
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Un Antonio Conte soddisfatto della prova del Napoli che ha riscattato la sconfitta interna contro la Lazio con il 4-0 alla Cremonese: "Non avevo dubbi sulla risposta della squadra, contro la Lazio non abbiamo centrato la porta. Niente è andato nel verso giusto. Oggi c'era grande determinazione e voglia di rivalsa, dopo la Lazio erano arrivate anche troppe critiche eccessive per una squadra che ha vinto il campionato e la Supercoppa ed è comunque al secondo posto nonostante ancora oggi manchino quattro giocatori come Di Lorenzo, Neres, Lukaku e Vergara. La nostra stagione è stata difficilissima, stare lì è qualcosa di veramente importante. Non voglio portare a spasso nessuno, sappiamo il lavoro che c'è dietro. Ai ragazzi ho detto che dobbiamo finire nel modo migliore e lasciare parlare, anche la comunicazione è importante. Forse gli altri fanno una comunicazione più completa della nostra".
Inevitabile parlare di McTominay che, rigore sbagliato a parte, è stato protagonista di una grande prestazione: "Non dimentichiamo che la soluzione Scott centrocampista centrale l'abbiamo dovuta forzare perché erano rimasti solo lui e Lobotka. Io penso che quella sia la sua posizione, perché riesce a diventare box to box e abbiamo lavorato con lui sulla costruzione con l'altro centrocampista, partendo da dietro riesce ad arrivare in area a fari spenti. Non mi meraviglio, anche la prestazione di Alisson è stata importante e conferma la sua crescita. Credo che anche Gutierrez abbia fatto una grande prestazione. Siamo contenti, ci siamo divertiti, siamo secondi in attesa dei risultati della altre: sono tre punti fondamentali per la Champions. Siamo stati bravi a non perdere mai la rotta, nonostante i tanti infortuni".
Conte ha poi mostrato tutta la sua delusione sul caso Lukaku: "Non ho avuto l'opportunità di parlare con lui, so che un nostro dirigente ci ha parlato, lui è venuto al centro, l'ufficio mio era lì, però nessuno ha bussato alla porta e questo mi è dispiaciuto tanto perché mi sarei aspettato un saluto, un messaggio o qualcosina. In queste situazioni l'allenatore cerca di capire tutti, ma nessuno si sforza di capire l'allenatore".