Il centrocampista olandese: "L'allenatore prendeva decisioni che nessuno capiva"
Il classico ex dal dente avvelenato. Marco Van Ginkel, al Milan nel 2014/15, a Goal racconta l'avventura rossonera senza mezzi termini: "Inzaghi era l'allenatore e le cose non andavano benissimo, ha preso molte decisioni che nessuno ha capito. Se giocavo due buone gare di fila, poi facevo la riserva alla terza, non c'era alcuna logica. Ovviamente erano scelte politiche" attacca il centrocampista olandese, ora in forza al PSV Eindhoven.
Van Ginkel ha vestito la maglia rossonera per una sola stagione, quella, appunto, affidata alla guida tecnica del debuttante Pippo Inzaghi. E sul suo ex allenatore il centrocampista del PSV, ma di proprietà del Chelsea, non spende parole concilianti anche se si dice soddisfatto dell'approdo in Serie A: "Quando arrivò la possibilità di andare al Milan volevo vedere come funzionavano le cose nel campionato italiano. Sono felice per quell'esperienza, mi sento più maturo".
Meno felice, invece, lo è stato per la gestione: "Il giorno prima della partita Inzaghi ci faceva sapere se avremmo giocato o se saremmo andati in panchina. Se giocavo due buone gare di fila, poi facevo la riserva alla terza. Cose così: non c'era alcuna logica. Ovviamente erano scelte politiche. Prima della sosta avevo già la sensazione che avrei giocato l'intera stagione. Ma presi un pestone durante un allenamento, mentre un'altra volta accusai una distorsione all'altro piede, e mi infortunai".
Van Ginkel, il cui cartellino è nelle mani del Chelsea, parla anche di un altro tecnico italiano: "Non ho contatti con Conte, ma parlo col club. Ci sono tanti giocatori che non hanno contatti con Conte, lui è impegnato con la sua squadra, non potrebbe dedicarci del tempo. Ci sono altre persone che fanno questo lavoro. Con alcuni giocatori ci parlo e ci seguiamo a vicenda su Instagram".