CAMBIO SOCIETARIO

Milan, stadio ed "earn out": le ragioni per cui Elliott ha scelto Red Bird

Il fondo gestito da Gerry Cardinale ha accettato tutte le richieste dei Singer: così ha sbaragliato la concorrenza di InvestCorp

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Al netto di alcune domande che restano ancora senza risposta, relative ad esempio alla modalità d'acquisto, la certezza è che il Milan passerà, a meno di clamorosi e inattesi ribaltoni, nelle mani di Red Bird. Ma come si è passati dall'esclusiva di InvestCorp al blitz "vincente" del fondo gestito da Gerry Cardinale? Al centro di tutto, come scritto e spiegato ormai diverse settimane fa, c'era e c'è il progetto stadio. Elliott aveva chiesto a InvestCorp di poter restare nell'affare tenendosi una quota di minoranza del club. Alardhi, numero uno del fondo arabo, era invece dell'idea di fare tutto da solo rimanendo come unico proprietario del nuovo Milan. Di qui la prima, importante, frenata al passaggio di proprietà e l'inserimento di Red Bird nella trattativa. 

© youtube

Non solo lo stadio, però, per quanto la questione fosse considerata di vitale importanza. A pesare sulla cessione ormai imminente a Red Bird - nei prossimi giorni ci sarà l'accelerata decisiva che dovrebbe portare alle firme probabilmente entro fine mese - è stata anche la clausola di "earn out", vale a dire, l'inserimento di una parte variabile del prezzo di acquisto che, al raggiungimento di determinati obiettivi in un tempo prestabilito, farebbe lievitare la somma da versare a Elliott dal miliardo e 300 milioni attuale fino a 1,8 miliardi. 

Red Bird, nei fatti, ha accontentato in tutto e per tutto Elliott, prospettando, tra l'altro, come desiderato dai Singer, la trasformazione del club in una media company capace di incrementare i ricavi. L'andamento dei colloqui ha quindi prima innervosito InvestCorp, che si è sentita tirata in mezzo, quindi ha convinto il fondo del Barhain a farsi almeno per il momento da parte in attesa degli eventi. Per capirci: a oggi il gruppo arabo ha abbandonato il tavolo della trattativa. Se poi domani dovesse per qualche motivo saltare il passaggio di proprietà da Elliott a Red Bird, non è escluso che possa provare un nuovo assalto. Ipotesi, questa, al momento sufficientemente surreale. 

Nel frattempo da lunedì si comincerà a pensare realmente al futuro, sia dal punto di vista societario - firme, appunto, per la cessione del Milan -, ma anche sotto il profilo sportivo. La partecipazione di Elliott nella nuova società garantisce la necessaria continuità per non avere l'esigenza di chiudere in fretta e furia. In altre parole, se il closing sarà rimandato di un paio di mesi, non sarà un dramma. Il mercato sarà gestito dagli attuali dirigenti sotto il cappello dei Singer. Non sarà magari il mercato faraonico che prospettavano gli arabi, ma sarà in ogni caso una sessione importante, con gli acquisti già apparecchiati da ufficializzare - Origi, Botman e Renato Sanches - e qualche altro ritocco significativo sulla destra del fronte offensivo e alla voce centravanti. Ovviamente ripartiranno anche i coloqui per i rinnovi, primo fra tutti quello di Rafael Leao. La questione è delicata e non sarà per nulla semplice: toccherà a Red Bird dimostrare di avere la forza per trattenere il portoghese presentandogli un progetto vincente e a lungo termine. 

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