Rabiot: "Mi aspettavo di far bene, siamo forti e ora voglio vincere con il Milan"
Il centrocampista rossonero: "Stupito da Modric, Ibra un esempio.
"L'impatto immediato sul Milan? Me lo aspettavo, sono venuto qui per questo. Non sono un giocatore egoista, ma uno che lavora per il gruppo: penso al bene del collettivo, sia in campo che fuori. Personalmente non credo che un giocatore possa cambiare una squadra, ma è vero che può dare un certo tipo di contributo. Penso che con me in campo la squadra sia più concentrata, perché aiuto i ragazzi con la voce, a tenerli sul pezzo, a dare l'esempio, con una corsa in più o una scivolata in più. E questo fa la differenza, perché poi i ragazzi dicono 'ok, se lo fa lui, dobbiamo farlo anche noi'". Lo ha detto Adrien Rabiot nel corso di una intervista alla rivista Undici.
Il centrocampista del Milan si considera un esempio per i giovani. "Ho scelto di interpretare il calcio così: rimanendo molto focalizzato, lasciando perdere ogni distrazione. Sono contento di poter dire di essere un esempio: in campo mi faccio sentire con la voce, arrivo ogni mattina in allenamento con l'obiettivo di migliorare, di fare le cose al massimo, e dopo sto attento alle cure, alle terapie, all'alimentazione, al dormire. Sono tutti aspetti che fanno parte di questa professione: allenarsi bene e riposare bene. Se non ti riposi, se vai in giro, non avrai fatto tutto il possibile", ha aggiunto convinto che la dote che lo caratterizza è "la forza mentale è la cosa che mi rappresenta di più: sento di avere la capacità di stare sul pezzo, la voglia di andare sempre avanti e di fare sempre meglio".
Al Milan ci sono anche altri giocatori importanti. "Se siamo qui, vuol dire che siamo forti, che abbiamo qualità, e sono cose che dobbiamo dimostrare. Per questo è utile provare, a volte rischiare alcune cose, e per farlo bisogna avere fiducia in noi stessi", ha detto Rabiot che poi ha parlato di Luka Modric. "La sua qualità la conoscevamo, a me ha stupito il fatto che sia in grado di correre per novanta minuti, avanti e indietro. A quarant'anni non è una cosa scontata, ha un fisico straordinario", ha ammesso.
Inevitabile parlare del suo rapporto con Allegri, prima alla Juventus e adesso al Milan. "Il mister è rimasto sempre lo stesso, forse ora è più sereno. Con lui c'è l'ambizione di far bene, di dare tutto, di allenarsi al cento per cento e di giocare ogni partita come se fosse l'ultima", ha detto. Zlatan Ibrahimovic è un esempio. "Ibra per me è sempre stato un esempio, lo è stato per tutti. Anche solo guardandolo imparavi: nel gestire le responsabilità, nel prendere decisioni, nell'essere forte mentalmente. Sono contento di averlo ritrovato qua", ha dichiarato.
Infine gli obiettivi per il futuro. "Voglio continuare a vincere, è per questo che gioco a calcio: per le sfide, per superare i limiti. Voglio scrivere il mio nome nella storia di ogni squadra per cui ho giocato: l'ho fatto al Psg e alla Juventus, al Marsiglia purtroppo non sono riuscito perché sono rimasto soltanto un anno. Adesso lo voglio fare al Milan: è un obiettivo importante per me. E poi penserò alla Coppa del mondo, vincerla è l'obiettivo più bello nella carriera di un calciatore", ha concluso.