C'è un'aria nuova a Milanello, un vento portoghese che profuma di cambiamento, intensità e idee chiarissime. Ruben Amorim si è preso il Milan. Nessun proclama esagerato, ma una rivoluzione gentile che parte dai dettagli, dal campo e dalle regole di convivenza. Il tecnico portoghese, reduce da un'avventura europea non fortunata e con una voglia matta di riscatto, ha scelto la via del dialogo e dell'empatia per conquistare lo spogliatoio. Ma guai a pensare a un bando alle regole: il nuovo Milan ha già un'identità ben precisa, dentro e fuori dal rettangolo di gioco.
Come riporta la Gazzetta dello Sport di oggi, la giornata del nuovo Milan comincia presto. Molto presto. Amorim ha imposto la colazione di gruppo obbligatoria a Milanello entro le 8.30. Un modo per fare squadra, guardarsi negli occhi e iniziare la giornata con lo spirito giusto prima di scendere in campo. Il tecnico, per ora, ha scelto di vivere direttamente nel centro sportivo per respirare l'atmosfera rossonera h24, mentre in centro a Milano è già partita la caccia alla casa perfetta per vivere da vicino la passionalità della piazza. L'italiano? Lo sta già studiando, anche se con Gerry Cardinale (con cui il feeling è totale) e la rosa multietnica l'inglese basta e avanza. Ma il primo impatto in conferenza, con le prime parole nella nostra lingua, ha già conquistato i tifosi.
Dimenticate i vecchi ritiri fatti di ripetute estenuanti e corse nei boschi senza palla. La filosofia di Amorim è chiara: una sola seduta al giorno, al mattino, ad altissima intensità e sempre con il pallone tra i piedi. Niente carichi eccessivi, ma tanta tattica applicata. E la sorpresa più grande per i giocatori è vedere il mister, ex centrocampista di livello, fare attivamente parte delle esercitazioni e divertirsi nel "torello" iniziale insieme a loro.
Un approccio diretto che ha subito conquistato il gruppo: "Per qualsiasi cosa possiate avere bisogno, sono qui. Sempre a disposizione", le sue prime parole alla squadra. Un'apertura totale ricambiata da un gruppo curioso e voglioso di assimilare il nuovo credo tattico: pressing alto, recupero immediato e controllo totale del gioco. La società ha deciso di sposare in toto il progetto tecnico del portoghese. Il modulo di riferimento sarà il 3-4-2-1 e per questo la dirigenza, d'intesa con un Gerry Cardinale che vuole costantemente il parere del suo allenatore, si è mossa subito sul mercato. I primi due regali sono di primissimo livello: Gonçalo Ramos, il preferito di Amorim per guidare l'attacco, e Mario Gila per blindare la difesa a tre.
Gli obiettivi stagionali del club del resto sono d'élite: tornare subito nell'Europa che conta e puntare dritti a quel traguardo che Amorim ha già messo nel mirino senza troppi giri di parole: "Voglio essere l'allenatore della seconda stella". Il tempo delle parole sta per finire, sta per arrivare quello del campo. Tra otto giorni esatti ci sarà il primo vero test: l'amichevole a Glasgow contro il Celtic (calcio d'inizio alle 16 italiane). Sarà un Milan ancora incompleto, senza i nazionali e con le gambe inevitabilmente imballate dai primi carichi di lavoro. Ma gli occhi di tutti saranno puntati su di lui, Ruben Amorim, per i primi novanta minuti del Milan del futuro.