Non ci sono più i raduni di una volta, con le stelle da presentare a un popolo in visibilio. Il Milan si ritrova oggi con molti ragazzini e nessun volto nuovo, fatto salvo Gila, per provare a ricominciare una stagione che oggi è del tutto indecifrabile. E d'altronde, con il mercato agli albori, trattasi di rosa in grande evoluzione. Tra entrate che ancora non si conoscono e giocatori pronti a svuotare l'armadietto di Milanello senza sapere bene dove andare. In questo senso i due nomi più in voga sono Rafa Leao e Santi Gimenez. Discorsi diversi ma non troppo, uniti dal filo sottile di una stagione deludente alle spalle e dall'assenza quasi totale di offerte. Insomma, partiranno, ma quale sarà la destinazione e a quale prezzo è tutto da scoprire.
Gimenez, solo due anni fa, era uno che aveva mercato un po' ovunque. Si portava in dote una valanga di gol e, tolti i quattro-cinque super bomber, era in cima a una lista di attaccanti che facevano parecchia gola a mezza Europa. Inutile spiegare perché oggi l'orizzonte sia così cambiato. Santi è reduce da una stagione da zero gol e da un Mondiale a secco dal quale, tra l'altro, si è portato a casa un fastidioso problema alla caviglia che lo terrà fermo un mese e mezzo. Rafaela Pimenta, agente extra lusso, è al lavoro per trovargli una destinazione, ma è un lavoro non semplice che potrebbe anche essere tirato per le lunghe.
Un altro agente di primissima fascia, Jorge Mendes, proverà invece a dare una mano al Milan per fare cassa con Leao. Non è l'agente di Rafa, ma tra Amorim, di cui cura gli interessi, e Gonçalo Ramos, si sta dando molto da fare nella costruzione della squadra per questa stagione. E i buoni contatti non gli mancano di certo. Contatti che per Leao potrebbero essere fondamentali, dato che anche lui, sia pure in maniera differente, non sta attraversando il momento migliore della sua carriera e non ha certo la fila fuori dalla porta. Non bussano, ad esempio, squadre di Premier o Liga, destinazioni che Leao considera alla sua altezza. Il Barcellona si è fermato a un contatto esplorativo, United e Tottenham non sono andati molto oltre. Per età, contratto e valore assoluto, i 50-60 milioni richiesti dal Milan sono anche una cifra adeguata, ma Rafa resta una scommessa: se decide di giocare è praticamente immarcabile, se è in una delle sue giornate "gigione" non ti accorgi nemmeno della sua presenza in campo. E per quei soldi, va da sé, diventa una scommessa rischiosa.
Fatto sta che oggi ha sul tavolo due alternative. La prima, ricchissima, e sicuramente buona per il Milan, arriva dall'Arabia, dove potrebbe ritrovare l'amico Theo Hernandez. La seconda è il Galatasaray, più affascinante, calcisticamente più competitiva, ma comunque di un livello inferiore a quello che Rafa si aspetterebbe. La sua cessione, però, è centrale. Dopo aver speso più di cento milioni tra Gonçalo Ramos e Gila, il Milan deve fare cassa e dall'addio di Leao ci si aspetta l'assegno più significativo. Al raduno, causa vacanzina post-Mondiale, non ci sarà. Chissà se avrà modo di tornare a Milanello oppure no.