Milan, l'equilibrio di centrocampo, i trequartisti e gli esterni: ecco i punti su cu deve lavorare Amorim
Qualcosa va sistemato anche sulle corsie esterne e nel convolgimento di Gonçalo Ramos
di Enzo PalladiniIl mantra di Ruben Amorim in questo periodo è "dobbiamo migliorare a ogni allenamento". Giusto dirlo e anche legittimo pensarlo, visto che il suo lavoro è iniziato da due mesi. Però il 2-2 contro la Lazio merita di essere analizzato sotto vari punti di vista, soprattutto per lo sviluppo della partita e per la differenza abissale tra il primo e il secondo tempo dei rossoneri. Il dominio laziale nel primo tempo aveva messo a nudo alcune lacune del gruppo milanista. Il secondo ha invece messo in evidenza la ricchezza - spesso sottovalutata - delle scelte a disposizione dell'allenatore portoghese. Magari l'abbondanza è solo in certi settori, d'accordo, ma in difesa, a parte Gabbia, è difficile pensare a un assetto migliore rispetto a quello formato da Gila, De Winter e Pavlovic. Proviamo qui ad analizzare dove sono i punti su cui lavorare per consentire un'ulteriore evoluzione di questo Milan.
1)L'equilibrio del centrocampo. Un concetto molto chiaro da queste prime partite è che Musah è un giocatore indispensabile per il tipo di gioco che vuole sviluppare Amorim. Il suo dinamismo, la sua corsa e le sue intuizioni sono un patrimonio di questa squadra. Il suo ingresso ha cambiato gli equilibri del centrocampo, con lui anche Rabiot ha ritrovato la gioia di giocare nel suo ruolo. Ovviamente Modric non sempre sarà fuori fase come all'Olimpico, con tanti passaggi sbagliati e poca partecipazione alla fase di non possesso, perciò già alla vigilia l'allenatore ha fatto capire che il croato non è titolare inamovibile.
2)La girandola dei trequartisti. Amorim ha cambiato molto nelle due posizioni che stanno alle spalle di Gonçalo Ramos. Cisse ha giocato più di tutti e sempre abbastanza bene (un po' meno nel primo tempo contro la Lazio), ma non può essere l'unica soluzione. Loftus-Cheek dall'altra parte ha qualche strappo interessante ma anche lunghissime pause. L'impiego di Rabiot in quel ruolo dovrebbe essere una soluzione alternativa e non una prima scelta. Il rientro di Pulisic è un segnale importante, così come la sua prestazione contro la Lazio. E probabilmente nelle rotazioni entrerà anche Hutchinson.
3)Il coinvolgimento di Gonçalo Ramos. L'attaccante carissimo ha segnato un gol soltanto, contro il Venezia, sbagliandone un paio. Si impegna moltissimo, ci mette l'anima, ma spesso è molto scollegato dal resto della squadra. Sul valore del giocatore non ci sono grandi dubbi, si vede che è un potenziale campione. Va studiato meglio il modo di coinvolgerlo nel gioco offensivo evitandogli di sfiancarsi in corse e rincorse.
4)Il caso esterni. Nel primo tempo dell'Olimpico si è visto un Estupinan disastroso. Non ne ha azzeccata una. Chukwueze di applica molto ma non è ancora del tutto abituato al lavoro difensivo. Non è ben chiaro il motivo per cui Amorim non "veda" molto Bartesaghi, che nella passata stagione ha sempre dato un buon apporto. Nel secondo tempo contro la Lazio, si è visto anche Moreira sulla sinistra, ha spaccato la partita con la sua doppietta, ma costringerlo a correre su tutta la fascia potrebbe togliergli la caratteristica più importante, che è proprio quella di incidere molto negli ultimi trenta metri. A destra, non sarebbe sbagliato pensare a un ritorno di Saelemaekers, visto che nel settore trequartisti c'è abbondanza.
Ovviamente Amorim ha le sue idee e non le cambierà dopo il primo e il secondo tempo della partita con la Lazio, però qualcosa all'interno della squadra deve essere migliorato, per pensare di non ripetere le prestazioni solo parzialmente convincenti che si sono viste contro Juventus e Lazio. Il Milan può e deve fare di più, non c'è bisogno di chiamarsi Ruben Amorim per pensarlo e per dirlo.