"Sapevamo che andavamo a giocare in un catino, il Cagliari di quest'anno è una squadra che viene a fare una pressione alta, vanno alla ricerca di Pavoletti. Il rammarico più grande è che sembravamo sorpresi, per questo c'è tanta delusione". All'indomani del pareggio alla Sardegna Arena c'è ancora parecchio rammarico nelle parole di Rino Gattuso per i due punti persi nella gara di ieri.
"Ci può stare che una squadra per 20-25 minuti dia pressione, ma non possiamo dare la sensazione di non reagire, di rischiare di complicare la partita - ha sottolineato in un'intervista ai microfoni di Milan Tv -. Poi è vero abbiamo reagito, potevamo fare anche qualcosa in più, ma è da questo che dobbiamo ripartire. Per diventare squadra al 100% bisogna limare subito questi punti che non stanno funzionando ultimamente. Dobbiamo migliorare quello che sappiamo fare, essere anche meno belli per 10-15 minuti, parlare di più, stare compatti e non dare la sensazione di andare allo sbaraglio".
Tornando al pareggio con i sardi Gattuso ha ammesso che "non c'è stato solo un calo di tensione, non è stata una questione mentale, ma anche tecnico tattica, penso che ieri non hanno funzionato entrambe le cose"
I problemi delle grandi come Roma e Inter? "Quest'anno è molto difficile andare a giocare in provincia, le squadre sono ben attrezzate, hanno grandissimo entusiasmo. Non sarà facile da nessuna parte, c'è grande organizzazione".
In merito alla reazione nella ripresa, il tecnico del Milan ha aggiunto che "questa è una squadra che lavora veramente, con grande serietà e impegno, non è un caso che nei 25 minuti finali il Cagliari era sulle gambe e noi riuscivamo ancora ad andare, ma questo lo da' il lavoro quotidiano. Questo è un gruppo forte ma dobbiamo capirlo il più in fretta possibile".