Il primo ko dell'era Amorim ha portato il Milan più che mai al centro delle critiche. Il tanto atteso calcio offensivo latita al pari dei gol: i rossoneri faticano a segnare e col Benfica sono state proprio poche le occasioni create. Colpa dei calciatori poco adatti al progetto del tecnico portoghese? Può essere. Lo ha detto lo stesso Amorim che sul tema ha fatto una vera e propria inversione a U rispetto ai primi giorni di settembre. In breve tempo si è passati da "Il mio voto al mercato è 10, ho la squadra migliore al mondo" a "Non tutti i calciatori a disposizione sono adatti al mio stile di gioco. Non ho le caratteristiche perfette". Un cambiamento netto che in tanti hanno sottolineato. Senza dimenticare altre uscite del tipo "Manca qualità", "Ho bisogno di tempo" che evidenziano il nervosismo dell'ex allenatore di Benfica e United, più che mai sotto pressione.
E inevitabili arrivano anche i confronti con il predecessore Max Allegri: il gioco latita come con l'attuale allenatore del Napoli, e i risultati sono peggiori. Un anno fa, nelle prime cinque partite della gestione allegriana (tutte in Serie A), erano arrivati 12 punti con quattro vittorie, una sconfitta, 9 gol fatti e 2 subiti. Con Amorim, includendo nel bilancio anche l'Europa League, vediamo 2 successi, 2 pareggi, una sconfitta con sette reti realizzate e sei subiti. Insomma l'andamento con il nuovo allenatore è stato peggiore ma c'è da considerare anche il calendario. Allegri affrontò Cremonese, Lecce, Bologna, Udinese e Napoli (3 su 5 in casa), mentre Amorim se l'è dovuta vedere con Torino, Venezia, Juventus, Lazio e Benfica. Impegni sulla carta più complessi e con tre trasferte.