La conferenza

Milan, Amorim pronto alla prima a San Siro: "Leao non convocato, non rispondo sul mercato. Tra cinque giorni ne parleremo"

L'allenatore del Milan si è presentato carico, ha dribblato le domande sul mercato e promesso che ne parlerà

27 Ago 2026 - 14:49
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 © Getty Images

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Ruben Amorim ha parlato prima del suo esordio a San Siro alla guida del Milan, previsto per venerdì sera alle 20.45 contro il Venezia. Solita carica per il tecnico rossonero, esplicito e chiaro nelle sue dichiarazioni in cui ha toccato tantissimi temi dai giovani, al mercato, a Leao, ai fuori rosa.

Sulle rotazioni della rosa
"Dobbiamo creare meccanismi all'interno della squadra e prepararla così che tutti possano inserirsi. Sarà impossibile schierare sempre la stessa formazione: vogliamo vincere dei titoli e per fare questo servirà cambiare interpreti, anche in base all'avversario di turno. Ci vogliono diverse caratteristiche per fare fronte a qualunque avversario e dobbiamo rendere pronti tutti i giocatori, quindi far ruotare è necessario".

Soddisfatto del mercato? 
"Come ho già detto nella prima conferenza sono molto soddisfatto, non so cosa accadrà da qui alla fine del mercato. Se dovesse arrivare un calciatore sarà perché questo giocatore ci potrà aiutare da subito e nel futuro. Leao non sarà convocato perché si è allenato una sola volta. Mancano cinque giorni alla fine del mercato, poi potremo parlare."

I giocatori fuori rosa?
"Non è che non sono ottimi calciatori e ottimi uomini, non perché sono cattivi giocatori ma perché è letteralmente impossibile allenare ventisette giocatori con successo. Nessuno sarebbe preparato in maniera precisa, in quanto società comunque mettiamo a disposizione le strutture per permettere a questi calciatori di allenarsi. Ora però io penso al Venezia."

La rosa a livello numerico?
"Dobbiamo concentrarci sulla partita, abbiamo tanti giocatori e difensori che hanno bisogno di minutaggio. Non possiamo risolvere tutti i problemi in una sola seduta di mercato, e dobbiamo sapere che ciò che facciamo oggi avrà effetto per 4-5 anni. Poi ci potranno essere delle sorprese, ma non serve avere fretta, oggi si è impazienti. Prima della prima partita potevo pensare che Cisse non fosse pronto, perché veniva dalla B, poi è andata diversamente. Serve calma e pazienza."

Leao fuori rosa se rimane?
"Mancano solo cinque giorni alla fine del mercato, poi ne parleremo. Difficile parlarne ora, ma vi prometto che nella prossima conferenza ne parleremo. Leao è un giocatore molto forte, con la mentalità giusta potrebbe giocare in qualunque squadra ma nella vita arrivano i momenti in cui probabilmente bisogna andare altrove. Ve lo prometto, nella prossima conferenza parleremo di mercato: accetterò qualunque domanda. La mia preoccupazione ora è sul Venezia, non mi avete fatto nessuna domanda su di loro e sul lavoro di Giovanni Stroppa, una squadra che ha vinto quasi tutte le partite in Serie B."

Cosa ti aspetti domani dall'impatto con San Siro?
"Sarà una giornata speciale per me, sentirò la responsabilità di essere l’allenatore del Milan. Ma mi voglio anche godere il momento. Mi aspetto una partita difficile. Abbiamo visto la partita con il Lecce, abbiamo fatto vedere tante immagini ai calciatori che prescindono dal risultato con il Lecce. Ci sarà un po’ di tensione, ma noi dobbiamo essere intelligenti, umili e disposti a pressare e correre tanto e gestire bene il possesso palla. Loro ci verranno a prendere uomo su uomo a tutto campo e ciò che mi ha colpito, vedendo le partite della prima giornata, è che dobbiamo vendere meglio il prodotto calcio italiano perché ci sono tanti bravi allenatori e c’è una buona qualità del prodotto. Il Venezia verrà qui senza pressione del risultato, che sarà tutta su di noi. Noi dovremo ragionare quando avremo la palla anche se i nostri tifosi vorranno un Milan che domini il gioco. Dobbiamo essere umili e intelligenti nel farlo"

Cosa vuoi che si pensi del tuo Milan?
"Preferisco che le persone non ci considerino tra i favoriti per vincere lo scudetto. Noi dobbiamo giocare le partite senza abbassare troppo il nostro livello delle nostre prestazioni. Ci vuole continuità. Abbiamo bisogno di tempo per crescere. Penso che una partita non cambi nulla, perché una squadra può giocare bene e poi può non farlo. Dobbiamo trovare quella continuità giocando bene ogni settimana. Quando vedo la mia squadra in allenamento, trovo che lavoriamo bene e c’è tanto impegno da parte dei calciatori. Solo così possiamo migliorare e, per farlo, tutti i calciatori devono sentirsi parte del progetto. E per vendere meglio il prodotto, bisogna giocare un bel calcio"

Sull'importanza di Rabiot
"Non lo conoscevo prima di arrivare qui, ma Adrien è un giocatore cruciale per il nostro progetto. Abbiamo voluto tenerlo e se ci sarà la possibilità, gli va rinnovato il contratto. Lui lo sa. È un grande professionista e ha una voglia di imparare impressionate. Aiuta tanto i compagni durante gli allenamenti. Ha giocato a Torino con soli tre allenamenti, eppure è stato decisivo. È ancora lontano dalla sua forma migliore".

Su Maignan
"Ho imparato è che devo vedere le cose con i miei occhi per poterle valutare bene. Ho parlato con lui, è un giocatore coinvolto in questo progetto, è un leader. È molto forte sui dettagli, esige rispetto e vogliamo che rimanga qui. Lo vedo contento con il nuovo preparatore dei portieri. So che si è parlato molto di lui sui social media. In allenamento, si comporta da leader e mi porta a pensare che sia molto contento qui".

Sulle difficoltà del Milan a San Siro l'anno scorso, e in generale contro le piccole
"Non puoi prestare attenzione ai dettagli nei grandi match e poi non avere lo stesso focus contro avversari che, le persone, pensano siano più alla portata. Non so se sia stato un problema di umiltà o meno, non c’ero. Non possiamo vedere una squadra contro l’Inter e una diversa contro un altro avversario. Se noi stiamo concentrati, possiamo vincere con tutti. Se non lo siamo sempre, possiamo perdere anche contro una squadra di Serie B. Noi dobbiamo pensare che il nostro prossimo avversario sia sempre la squadra più forte del mondo. Si può perdere, ma contro chi si dimostrerà migliore di noi, non per disattenzioni e sottovalutazione".

Sulle condizioni di Pulisic e la posizione di Rabiot
"Pulisic torna da un infortunio e non sarà titolare. Vedremo se potrà fare dei minuti. Rabiot potrà giocare sia come centrocampista sia come trequartista, dipenderà da cosa vorremo dalla partita. Dipenderà da quali giocatori saranno a disposizione. So che lui è abituato a giocare in mezzo. Da trequarti ha fatto molto bene quando era al Marsiglia. È molto intelligente, ha tiro da fuori e ha un’ottima lettura delle situazioni come si è visto nel gol di Torino". 

Sugli esterni di centrocampo
"Moreira può giocare sia insieme sia al posto di Chukwueze. Se Samu dovesse mancare, con Moreira abbiamo messo un giocatore che non farà mutare l’identità della squadra. Ci saranno partite nelle quali giocheremo con due esterni molto offensivi. Se incontriamo un centrocampo a quattro, può giocare Bartesaghi per abbassarsi sulla linea della nostra difesa. Vedremo"