VERSO TORINO-MILAN

Amorim: "Il Torino adesso è la squadra più forte al mondo, Leao in questo momento non è importante e non è pronto"

Il tecnico portoghese prima della sfida con i granata: "Non mi aspetto di vedere subito il mio Milan, esiste un gap con l'Inter" 

22 Ago 2026 - 14:48
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Fiducioso, eccitato ma anche agitato. Sono le emozioni contrastanti, provate da Ruben Amorim a poche ore dal suo esordio sulla panchina del Milan contro il Torino dell'ex Abate. Il tecnico portoghese non si nasconde ed è chiaro: i rossoneri devono vincere ogni partita ma allo stesso tempo c'è la consapevolezza di essere all'inizio di un lungo progetto.

"La cosa più importante è essere una squadra da Milan, non possiamo pensare a confronti con il passato - le parole di Amorim in conferenza stampa -. Dobbiamo pensare in quanto squadra, vogliamo avere più possesso palla e si vedrà da subito -. Al contempo l'obiettivo è quello di portare tanti uomini nell'area avversaria e difendere bene come faceva Allegri. La cosa importante è non fare confronti con lui. Non mi aspetto di vedere il prodotto finale sin da domani, stiamo costruendo un progetto".

Impossibile non parlare di Leao e del mercato: "Rafa in questo momento non è importante così come parlare di mercato. Conta la partita con il Torino. Sicuramente con i granata sarà assente, vedremo in futuro. Sono arrivati calciatori di qualità e che potranno crescere. Fattore importante per costruire un progetto. La cosa che ci manca adesso è essere squadra, una famiglia. Non basta avere i calciatori più forti per vincere le partite. Il talento sicuramente non ci manca. La necessità ora è diventare squadra"

Il focus poi si sposta sul Torino: è qui che Amorim alza i toni per tenere alta la tensione all'interno della squadra. "Lo scorso anno il Milan ha fatto grandi partite contro le big, invece l'attenzione è calata contro le piccole - ha aggiunto -. Per questo adesso il Torino è la squadra più forte al mondo. Dobbiamo essere capace di battere queste squadre costruendo una mentalità. Lo scorso anno abbiamo perso la Champions all'ultima giornata contro il Cagliari. Le favorite per lo scudetto? Si può dire che l'Inter ha una identità che parte sin da Simone Inzaghi, è la squadra più preparata. Poi c'è Gasperini che conosce tutto del campionato. Il Como ha velocità, forza ma loro non hanno la nostra responsabilità. Noi l'abbiamo e questo può condizionare alcuni calciatori". 

"Il Milan deve vincere ogni partita, noi dobbiamo pensare a fare ciò che serve senza pensare agli avversari. Sarà una partita opposta a quella contro il Manchester United e molto difficile: Abate, un nostro ex, conosce molto bene il campionato italiano e sa che il Milan deve vincere in ogni partita. Io sono agli inizi ma è chiaro che vogliamo fare una bella prestazione. Abate cercherà di imporre il suo stile di gioco, noi proveremo a fare lo stesso. I tifosi vogliono che vinciamo lo scudetto, ma bisogna essere onesti: esiste un gap con l'Inter ma noi possiamo battere chiunque. Il nostro obiettivo è quello di dominare" ha proseguito Amorim che ha condotto la conferenza stampa in inglese. 

A livello personale Amorim parla così del suo esordio: "Sono eccitato di iniziare la stagione ma allo stesso tempo ansioso. Però credo che questo sia normale. Ho fiducia perché i ragazzi stanno lavorando bene, stiamo diventando una squadra. La pressione è la stessa di quando allenavo altri club, sin dalla terza serie". 

Sui singoli: "La posizione migliore per Moreira è quella di quinto, lo vedo come esterno anche se lui può fare tanti ruoli. Io adoro Cissè, spero che non si monti la testa dopo aver sentito queste parole (ride, ndr). Gabbia rappresenta i nostri valori: da come si veste fino a come si comporta. Chukwueze può fare il ruolo di esterno anche se ha caratteristiche offensive. Il messaggio che voglio passare è che abbiamo l'intenzione di difendere avendo il possesso palla. Se ci mettiamo tutti dietro la palla avremo problemi".

L'ultima battuta è su Gerry Cardinale, molto più presente a Milanello rispetto al passato: "Il signor Cardinale c'è sempre, lui parla con tutti - conclude Amorim -. Il proprietario presta attenzione ai vari dettagli, bisogna fare così per far si che il Milan torni a essere una squadra forte. Io invece devo vincere le partite e portare un calcio piacevole".