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Accadde oggi: il Milan di Nereo Rocco regala all’Italia la prima Coppa Campioni

Il 22 maggio 1963, una doppietta di Altafini contro il Benfica a Wembley consente ai rossoneri e al calcio italiano di ottenere il primo successo nella massima competizione continentale

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In principio fu Cesare Maldini. Il mitico capostipite di una dinastia che da tre generazioni veste la maglia del Milan è stato il primo italiano a sollevare la Coppa dei Campioni, al termine di una partita il cui racconto, ancor oggi, è impregnato di epicità per la presenza di personaggi che hanno scritto la storia del calcio. Dal ‘Paròn’ Nereo Rocco al ‘Golden Boy’ Gianni Rivera, da Giovanni Trapattoni a Josè Altafini fino ad arrivare a capitan Maldini, sono diversi e tutti importanti i protagonisti, in campo e in panchina, dell’impresa datata 22 maggio 1963 (esattamente 57 anni fa) contro il Benfica di Coluna, Torres e soprattutto Eusebio. La vittoria dei rossoneri nella finale di Wembley resterà per sempre nella storia come il primo successo del calcio italiano nella massima competizione europea.

Prima di allora, il Milan ha già affrontato una finalissima, nel 1958: l’allenatore allora era Gipo Viani, il capitano Nils Liedholm. I rossoneri avevano tenuto testa al grande Real Madrid di Alfredo Di Stefano passando due volte in vantaggio, ma si erano arresi alla rimonta dei Blancos, vincitori al supplementare per 3-2. La partecipazione successiva a quella che circa quarant’anni dopo diventerà Champions League arriva dopo lo scudetto del 1959, ma i rossoneri vengono schiantati agli ottavi di finale dal Barcellona (0-2 all’andata, 1-5 al ritorno). Le cose cambiano a livello europeo con l’arrivo in panchina di Nereo Rocco: il ‘Paròn’ vince lo scudetto 1962 al primo anno e guida nella stagione successiva la squadra in Coppa dei Campioni, puntando in alto. Il cammino europeo è praticamente perfetto: nel primo turno il Milan annichilisce l’Union Luxembourg (8-0 all’andata, 6-0 al ritorno), agli ottavi batte il temibile Ipswich Town (3-0 a San Siro, 1-2 in Inghilterra), ai quarti si sbarazza facilmente del Galatasaray (3-1 in Turchia, 5-0 in Italia) e in semifinale supera senza troppi patemi d’animo il Dundee (5-1 in Italia, 0-1 ininfluente in Scozia). È la terza volta che un’Italiana si presenta in finale: oltre al già citato 1958, infatti, va ricordata la sconfitta della Fiorentina di Fulvio Bernardini nel 1957, sempre contro il Real Madrid.

Nel 1963, però, i Blancos non hanno neanche superato il primo turno, eliminati dall’Anderlecht. In finale c’è invece il fortissimo Benfica, vincitore delle due precedenti edizioni della Coppa, approdato a Wembley dopo aver battuto, nell’ordine, Norrkoping, Dukla Praga e Feyenoord. Nel tempio del calcio inglese, davanti a oltre 45mila spettatori, i rossoneri mandano in campo i migliori uomini a disposizione: benché Rocco sia universalmente riconosciuto per il suo ‘catenaccio’, sono molti i giocatori con spiccata attitudine offensiva: ci sono Gianni Rivera, giovanissimo fuoriclasse capace di colpi incredibili, il bomber José Altafini, talenti come Dino Sani, Gino Pivatelli e Bruno Mora. In fase difensiva, davanti all’affidabile portiere Giorgio Ghezzi, il capitano Cesare Maldini è accompagnato da Mario David, Victor Benitez, Mario Trebbi e Giovanni Trapattoni. Dall’altra parte sono Eusebio e Torres le punte di diamante, ma è in generale tutta la squadra portoghese a incutere timore. Il match parte male per il Milan, che viene schiacciato in difesa e subisce lo 0-1 dopo neanche venti minuti. A firmare il gol è proprio Eusebio, che prende palla sulla tre quarti, sfugge alla difesa rossonera e batte Ghezzi con un tiro di destro preciso. Il Milan, però, non si disunisce e cambia tattica difensiva: Trapattoni va in marcatura sull'autore del gol, Benitez si incarica di contenere Torres. In avanti, Mora si sposta sulla destra, suo ruolo naturale, mentre Pivatelli va a sinistra. Le mosse di Rocco funzionano, i portoghesi perdono i punti di riferimento e il Milan inizia ad attaccare.

Costa Pereira però è bravo a mantenere la porta inviolata fino all’intervallo: si va negli spogliatoi sullo 0-1. Nella ripresa il Milan è padrone del campo e trova il meritato pareggio al 13’: Rivera conclude dal limite, Costa Pereira non trattiene a Altafini è rapidissimo a raccogliere la respinta e insaccare. L’inerzia è tutta dalla parte dei rossoneri che al 25’ completano la rimonta. È ancora Rivera ad iniziare l’azione, stavolta conquistando il pallone a centrocampo e servendo in profondità Altafini: il grande José in un primo momento si fa ipnotizzare dal portiere portoghese, ma poi non sbaglia sulla ribattuta. È 2-1 per il Milan. La partita è viva fino alla fine, il Benfica prova a reagire ma Trapattoni e Benitez giganteggiano contro i due assi del club lusitano. Al triplice fischio il Milan può gioire: i rossoneri hanno vinto l’ottava edizione della Coppa dei Campioni, portandola per la prima volta in Italia dopo gli anni di dominio di Real Madrid e Benfica. Ad alzare la coppa al cielo per primo è Cesare Maldini: è anche l’inzio di una dinastia familiare che vedrà suo figlio Paolo alzare altre cinque Coppe dalle grandi orecchie tra il 1989 e il 2007, le ultime due proprio da capitano, sempre e solo con la maglia del Milan.

Nonostante il successo Rocco lascia i rossoneri: il ‘Paròn’ ha già dato parola al presidente del Torino, Pianelli, e all’ombra della Mole resta per quattro stagioni. Il suo amore per i colori rossoneri lo porterà a tornare, però, nel 1967/68: anche in quell’occasione arrivano lo scudetto al primo anno e la Coppa dei Campioni nel secondo. Sarà l’ultimo squillo di quell’epoca da parte di una squadra italiana: bisognerà aspettare gli anni ‘80, infatti, perché una squadra di Serie A torni a vincere la più importante competizione d’Europa.

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