Daniele Orsato ha affidato la direzione del derby di Halloween a Marco Guida. Spetta al 45enne di Torre Annunziata la gestione di una sfida complicata come una stracittadina, da lui arbitrata in cinque occasioni. Il bilancio è in perfetta parità: due successi per squadra e un pareggio. Il punteggio di domani potrebbe quindi disequilibrare o rinvigorire questa stabilità.
L'auspicio, da parte del fischietto campano, è di interfacciarsi con giocatori immersi nello stesso clima di ieri sera al Castello Sforzesco. Magari non tra abbracci calorosi o in dialoghi tra gruppetti eterogenei, di un colore e dell'altro. Sta di fatto che Milan e Inter si sono riunite sotto lo stesso scenario, quello del Castello Sforzesco, per assistere alla presentazione del nuovo stadio.
Eppure, Guida se ne ricorda di derby ad alta tensione. Il ricordo tanto nitido quanto infuocato è quello del 5 febbraio 2022. Una gara in totale controllo dei nerazzurri venne stravolta dal gol di Giroud al 75', che raddoppiò tre minuti dopo. Ancora il risolto il dilemma riguardante il contatto tra il francese e Alexis Sanchez in occasione del pari. E le scintille si accentuarono nel finale a causa dellle consuete storie tese tra Theo Hernandez e Dumfries.
Accantonando per un secondo il testa a testa sotto la Madonnina, analizziamo i precedenti con le singole squadre. Il Milan è la squadra diretta il maggior numero di volte da Guida. In 43 circostanze in cui si sono incrociati, i rossoneri si sono imposti in venti, perdendone dodici e undici segni X. L'ultimo incontro non è stato proprio una serata al chiaro di luna. Quando l'arbitro campano metteva la parola fine all'ultima gara del Diavolo era il 25 maggio scorso. Quel giorno Allegri e i suoi uscivano dalla Champions cadendo di fronte al Cagliari.
Un siparietto singolare si era invece verificato 363 giorni fa, nel corso di Milan-Roma. Saelemaekers esulta per il rigore parato da Maignan rivolgendo lo sguardo verso Guida che, a pochi centimetri da lui, gli rifila un calcetto.
La medaglia di bronzo dei club più arbitrati dal giudice di gara nato a Pompei spetta proprio all'Inter. Anche per i nerazzurri lo storico è in verde: 18 vittorie, dieci pari e sei ko. Se nel derby citato prima il club di viale della Liberazione può avere di che contestare, nella direzione successiva venne graziato. Il 13 marzo 2022, all'Olimpico-Grande Torino, Belotti cade in area. La lente d'ingrandimento mette in evidenza come Ranocchia colpisca solo il piede dell'attaccante granata. Decisione per cui vennero comminati due turni di stop da parte dell'allora designatore della CAN Rocchi.
Tre anni dopo, la sponda Inter contesterà un "on field review" cui fu richiamato l'arbitro Chiffi nella penultima giornata del campionato 24/25 contro la Lazio. Il motivo è risaputo: valutare il movimento del braccio di Bisseck in area di rigore nerazzurra. Di ritorno dal monitor, Chiffi indicò il dischetto. Il tiro dagli undici metri realizzato da Pedro determinò la corsa scudetto a favore del Napoli. A Lissone, nel ruolo di assistente VAR, c'era Marco Guida.
I precedenti devono rimanere tali. Per proseguire nello spettacolo dato da questa Serie A, serve anche un arbitraggio lineare, conformato a quanto visto finora. L'augurio, perciò, è che ognuno faccia la sua parte. Contribuendo attivamente all'economia di una sfida che si presenta da sola.