Garcia e Pioli, pochi sorrisi: la Roma stenta, la Lazio sprofonda
Le scelte dei tecnici capitolini sono piombate nel vortice delle polemiche. E i risultati non sono dei migliori
Sentirsi vicini, non soltanto geograficamente. Roma e Lazio non brillano, Garcia e Pioli non gioiscono. Se il tecnico giallorosso ha potuto esultare per il pari in Champions contro il Barcellona, di certo non avrà fatto altrettanto ieri, dopo il 2-2 interno contro il Sassuolo. Un mezzo passo falso che significa 4 punti di distacco dall'Inter capolista. Per l'allenatore biancoceleste la situazione è ancora più pesante: a Napoli il secondo pesante ko fuori casa in campionato, dopo il 4-0 contro il Chievo. Ma in entrambi i casi a convincere di meno sono state le scelte proprio di chi siede in panchina.
Contro il uomini di Di Francesco mister Garcia ha operato un turn over a cinque stelle: in totale erano ben sei i giocatori diversi rispetto all'undici iniziale di mercoledì contro il Barça. Non è un caso che, quando il punteggio era già sul 2-2 e il Sassuolo ha cominciato a barricarsi dietro, pregustando l'importanza di un punto conquistato all'Olimpico, a subentrare siano stati Iago Falque, Florenzi e Dzeko, rispettivamente al posto di un nervoso Iturbe, di un fuori forma Maicon e di un immortale Totti. Un pari che fa il paio con quello di Verona alla prima giornata e che fa sorgere il più classico dei quesiti: giusto cambiare così tanto tutto in una sola partita? "Tutti male, mi aspettavo molto di più da chi ha cominciato dal primo minuto. Dovremo modificare il lavoro in settimana", ha sentenziato il tecnico francese. Evidentemente la risposta se l'è data da solo: probabile che a questo punto mercoledì, a Genova contro la Samp, si rivedrà la Roma formato Champions. Almeno negli interpreti.
Se sulla sponda giallorossa del Tevere cominciano le prime riflessioni, dalle parti di Formello va anche peggio. Il 5-0 rimediato al San Paolo ha messo a nudo gran parte dei problemi di una squadra tutt'altro che in salute e di cui le prime avvisaglie erano arrivate già nel precampionato: condizione fisica precaria, ricambi non all'altezza dei titolari, gioco approssimativo. E soprattutto una difesa imbarazzante. Numeri da incubo per la Lazio: 13 gol stagionali presi in trasferta contro Bayer Leverkusen, Chievo, Dnipro e Napoli. La manovra lenta e compassata, oltre agli infortuni di quattro pezzi da novanta come De Vrij, Biglia, Klose e Candreva, hanno completato un quadro clinico da coma reversibile. Ma lo stesso allenatore biancoceleste è chiamato al riscatto: la discutibile scelta di presentarsi al cospetto di Higuain e compagni con il 4-3-1-2, con Mauri trequartista, con Onazi regista, con Lulic poco stimolato (il rinnovo del contratto in alto mare pesa come un macigno) e soprattutto con gli scalpitanti Kishna e Felipe Anderson lasciati fuori, ha prodotto gli effetti meno auguranti: manita e tutti in ritiro. Il turno infrasettimanale incombe, una manna dal cielo per Pioli e Garcia. Per la serie: meglio giocare subito che aspettare una settimana e stare lì a ripensare ai recenti malumori. A patto, però, che arrivino a stretto giro di posta quei tre punti toccasana.