l'analisi

Lazio da 10, ma manca la lode. Rino eguaglia Eriksson e manda un messaaggio al campionato

I biancocelesti dopo l'eliminazione shock dalla Coppa Italia sfiorano l'avvio record. E per il quarto posto ci sono anche Zaccagni e compagni

di Matteo Dotto
12 Set 2026 - 23:15
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 © italyphotopress

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Gattuso sfiora il poker: 4 vittorie nelle prime 4 giornate la Lazio non è mai riuscita a conquistarle. Stavolta ci è andata vicino, dominando il primo tempo ma senza porre rimedio ai cambi letali del Milan (con gli ingressi devastanti di Moreira, soprattutto, di Pulisic e di un Musah al posto di un Modric in ombra). Rimane comunque la soddisfazione - in tema di paragoni - di aver eguagliato nell'avvio a quota 10 punti la Lazio scudettata del 2000. Eriksson aveva battuto in casa 2-1 il Cagliari e 3-0 il Torino, pareggiando 0-0 a Bari e vincendo 2-1 a Parma.
Rino - dopo l'avvio horror con eliminazione casalinga in Coppa contro il Mantova - aveva messo in file tre vittorie di corto muso a Bologna (1-0), all'Olimpico contro il Genoa (1-0) e a Udine (2-1). Il 2-0 sul Milan del primo tempo autorizzava sognare l'enplein, ma nella ripresa la squadra è andata sulle gambe. 

Ci sono comunque tanti motivi per far pensare che questa Lazio potrà lottare fino alla fine se non per lo scudetto almeno per un posto Champions. Contro il Milan sono arrivati finalmente i gol degli attaccanti: Cancellieri e Noslin - che Gattuso ha scelto a sorpresa dall'inizio al posto di Isaksen e Pinamonti - avevano incanalato la partita verso la vittoria con una prova spettacolare, di grande sostanza e di discreta bellezza. Lì davanti, a ben vedere, adesso mancano solo i gol di capitan Zaccagni, sempre puntuale comunque nelle vesti di assist-man.

Gioco arioso, si diceva: con Floriani Mussolini e Nuno Tavares a spingere sulle rispettive fasce di competenza, con Frattesi sempre propositivo davanti e con Belahyane a dettare i tempi con una prova di grande personalità che non fa rimpiangere gli assenti Rovella e Cataldi. Almeno fino a che per il marocchino non scatta la spia della riserva. Nella ripresa è un po' tutta la Lazio a essere sulle gambe: i cambi del Milan fanno la differenza, quelli della Lazio non incidono ma d'altronde non potevano essere rimandati. Gattuso sa che la sua rosa non è all'altezza delle grandi, ma sta costruendo un bel giocattolino. Peccato che la tifoseria - di cui va comunque sottolineata la grande coerenza nella contestazione al Presidente Lotito - non appoggi da quella Curva Nord anche con il Milan desolatamente vuota.