Matrimonio Donnarumma, tanti i vip presenti tra cui Haaland LE FOTO
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L'uomo accusato di essere il mandante del raid in casa del portiere italiano a Parigi dà in escandescenze contro la polizia durante il processo: "Mi sc***ò le vostre madri"
Bufera nel corso del processo per il furto in casa di Gigio Donnarumma. Ilyas Kherbouch, l'uomo sospettato di essere il principale istigatore del colpo, ha aggredito verbalmente gli agenti di polizia mentre si trovava in custodia.
Tutto è iniziato quando gli agenti hanno chiesto a uno dei fratelli dell'imputato, presente in aula, di smettere di comunicare con lui. La richiesta ha provocato un primo alterco con la polizia. Un agente ha quindi invitato il fratello di Kherbouch a lasciare l’aula. A quel punto il sospettato si è scagliato contro gli agenti, insultandoli e minacciandoli. Le sue parole sono state pesanti e le minacce esplicite: "Ehi, brutto figlio di p****na", ha urlato a uno degli agenti. "Vieni qui, vieni qui, ti sc**erò tua madre".
Dopo le minacce, undici agenti di poliziahanno fatto ingresso in aula per allontanare uno dei fratelli dell’imputato. Ma “ Kherbouch ha continuato la sua invettiva: "Venite pure, anche se siete in 50.000... Ehi, quello lì, mi scoperò sua madre. Siete una banda di puttane". Poi ha ordinato al fratello di andarsene, prima di rivolgersi nuovamente agli agenti: "Fuori! Mi scoperò le vostre madri, figli di pu***na... Fuori di qui, andatevene a testa bassa. Forza, voi, cosa avete intenzione di fare? Cosa avete intenzione di fare? Statevene per conto vostro, fuori".
Uno degli agenti presenti in aula lo ha afferrato per un braccio per accompagnarlo fuori, mentre il tribunale esaminava la richiesta della difesa di celebrare l’udienza a porte chiuse. Dopo aver annunciato la decisione di respingere la richiesta di udienza a porte chiuse avanzata dalla difesa di Kherbouch, il presidente del tribunale penale ha cercato con calma, ma con fermezza, di riportare alla ragione il ventunenne. "Non mi interessa", ha risposto Ganito. "Non voglio partecipare al processo, non me ne potrebbe importare di meno".
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