Vlahovic, Yildiz e infine Locatelli: chi doveva calciare il rigore e perché Spalletti si è infuriato
L'errore di Locatelli, dopo quello di David contro il Lecce, costa altri due punti. Il tecnico bianconero ha deciso di affidare il penalty al capitano nonostante "altri 2 o 3" si fossero candidati per calciarlo
Undici metri che possono fare tutta la differenza del mondo. Per la Juve la distanza tra il centrare o mancare l'obiettivo stagionale, ovvero entrare nelle prime quattro, potrebbe corrispondere esattamente a quei maledetti 1100 centimetri che separano il dischetto del rigore dalla linea di porta: dopo il sanguinoso errore di David contro il Lecce, un altro penalty sbagliato, quello di Locatelli neutralizzato da Muric, potrebbe costare carissimo ai bianconeri. E anche in questa occasione la scelta di Spalletti sul giocatore da mandare sul dischetto sta facendo discutere.
La sfuriata di Spalletti
Tanto da far sbottare il tecnico da Certaldo in conferenza stampa: "Maremma impestata, diteci voi come decidere il rigorista", dice a chi gli chiedeva spiegazioni sulla scelta di affidare il penalty a Locatelli. "Facciamo un altro referendum su chi deve battere il rigore. Altrimenti si va al manicomio". Spalletti poi spiega le ragioni della sua sfuriata: "L'altra volta (contro il Lecce, ndr) lo ha calciato David e mi avete detto: 'perché Locatelli gli ha dato il pallone? Poi lo ha battuto Yildiz (contro la Cremonese) glielo hanno parato e poi ha segnato, ma tutti: 'Perché ha calciato lui?'. Ora lo abbiamo fatto calciare a Locatelli e mi viene chiesto perché ha battuto lui? Perché Yildiz aveva il pallone in mano prima del rigore? Chiunque lo prenderebbe se gli dovesse capitare. O lo butta via o lo prende in mano, no? È positivo che uno voglia calciarlo ma il rigorista era Locatelli".
La ricostruzione
Ottantasettesimo minuto sul cronometro. Partita bloccata sull'1-1. Alla Juventus viene assegnato dal Var un calcio di rigore molto dubbio per un tocco di mano di Idzes in seguito a contrasto aereo con Vlahovic. L'arbitro viene richiamato al monitor e assegna il penalty. Mentre sta rivedendo l'azione, sul dischetto c'è proprio l'attaccante serbo con in mano il pallone. La sensazione di tutto lo stadio è che sarà lui il tiratore designato. Poi però si avvicina Yildiz. I due parlano fitti e il turco si fa consegnare il pallone. Anche lui però dovrà lasciarlo. Locatelli era andato a confrontarsi con Spalletti, candidandosi per calciare quel rigore. "Erano in due o tre che volevano batterlo, lui è rigorista e mi ha detto che se la sentiva ma si possono sbagliare, è umano", ha rivelato poi il tecnico bianconero. Un penalty potenzialmente molto pesante, come quello che aveva calciato nell'ultima giornata della passata stagione a Venezia e che era valso la qualificazione Champions dei bianconeri. Questa volta l'esito finale è stato diverso e la Juve, se non dovesse finire tra le prime quattro, potrebbe davvero avere 11 metri di rimpianti.