INCHIESTA PRISMA

Inchiesta Prisma, i giocatori della Juve: "L'accordo era rinunciare a una sola mensilità"

'La Repubblica' pubblica stralci degli interrogatori di alcuni calciatori non indagati

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© Getty Images

"L’accordo con la Juventus era la rinuncia a un solo mese di stipendio". Così in coro i calciatori bianconeri, ascoltati come persone informate dei fatti, chiaramente non indagati, alle domande della Procura di Torino sulle manovre finanziarie del club per cui sono stati chiesti 13 rinvii a giudizio. Lo riporta 'La Repubblica', che fa i nomi di Alex Sandro, Rabiot, Bernardeschi, Cuadrado, Danilo, Rugani, Demiral, Dybala, Chiellini, Bonucci e Buffon. Da quanto emerge dalle carte, i calciatori interrogati hanno mostrato sorpresa e un certo imbarazzo.

Quello che avevano firmato i calciatori era ben diverso da quanto diramato dalla Juventus nel comunicato ufficiale che, come aveva spiegato il capitano Chiellini sarebbe dovuto uscire diverso "per questioni di borsa". "Tanta gente pensava che noi avessimo rinunciato a quattro mesi e nessuno sapeva che noi avremmo preso tre mesi pagati più avanti - ha ammesso Dybala - Quante volte ho firmato? Non ricordo, ma ricordo con esattezza che quando ho firmato la scrittura sulla riduzione avevamo già raggiunto l’accordo con la società. Credo insieme. In una rinunciavamo e nell’altra riprendevamo tre mensilità. Di fatto prendevamo il doppio alcuni mesi della stagione successiva"
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I pm avevano mostrato il documento ai calciatori, così come anche la scrittura privata tra Andrea Agnelli e Giorgio Chiellini (che il capitano aveva corredato di "una gran stretta di mano"). "Non l’ho mai visto", hanno commentato i calciatori, pur ammettendo che rispecchiava "l’accordo raggiunto". "Tutti erano a conoscenza di tutto", dirà Chiellini. Tutti sapevano che il comunicato sarebbe uscito diverso. "Non lo ricordo", aveva invece detto Buffon rendendo dichiarazioni "del tutto generiche" secondo i pm.

Sulla “seconda manovra” i calciatori hanno confermato "lo spostamento di quattro mensilità, senza rinuncia alcuna, con garanzia di pagamento anche in caso di trasferimento ad altra squadra". "Ognuno questa volta decideva per sé" - ha spiegato Dybala. - Io non volevo aderire, volevo ricevere tutti i mesi lo stipendio. Poi il mio gruppo di lavoro mi ha detto: meglio se lo facciamo, abbiamo un buon rapporto con la società, per avere migliori prospettive per il rinnovo". Anche in questo caso, maggio 2021, la firma era alla Continassa, davanti a Fabio Paratici, Cesare Gabasio o Paolo Morganti. Sempre in un solo giorno riduzioni e integrazioni. "Queste sigle sono le mie – ha detto Cuadrado – Quando mi dicono di firmare io firmo".

C'è stato anche chi, come Bonucci, non ha nascosto le proprie perplessità: "A Paratici dissi: Fabio, io mi fido di te, ma se poi arriva un altro?". La risposta fu: "Leo, la Juventus è quotata in borsa, è degli Agnelli, vuoi che succeda il finimondo per due stipendi?".
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